di Ahmed Naouali
Latitante ricercato dal 2022 è catturato a Madrid
Inserito nel progetto “Wanted” della Direzione centrale anticrimine perché condannato per estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio,... →
Ventidue morti, venti feriti gravi, due tunisini tra le vittime, un paese sotto choc, lutti nazionali. E’ il bilancio dell’ennesimo attentato di matrice islamista che insanguina il mondo civile e l’unico stato dell’area del Maghreb che sia stato capace di compiere fino in fondo il suo percorso interno verso una democrazia. Quella democrazia che gli islamisti chiamano “morte”.
Non ci sono notizie certe, nemmeno sulle vittime. Non ci sono mandanti. Due terroristi uccisi. Uno arrestato. Forse altri due sono riusciti a fuggire. Tra i turisti uccisi anche due Italiani, poi pare cittadini di nazionalità polacca, inglese e spagnola. Certezze non ce ne sono. L’unica: l’attentato era diretto contro l’Assemblea Nazionale tunisina, il Parlamento insomma, dove si stavano discutendo nuove misure antiterrorismo.
Il pirata Netanyahu all’assalto della Flotilla
Nuovo attacco insensato del pirata Netanyahu che lancia i suoi all'assalto della Freedom Flotilla in acque internazionali e arresta... →
Si stupiscono i media italiani della rapidità ed accuratezza delle teste di cuoio tunisine: si stupisce chi non conosce questa terra meravigliosa ed il suo popolo. Non noi.
E’ stato Boko Haram, prima di un massacro costato la vita a 2mila persone, a gridare “Scegliete tra l’Islam, la vita, e la democrazia, la morte”. Non c’è nulla di religioso in un terrorista che ordina la morte di 2mila persona, di altri uomini e donne, di altri esseri umani. La religione e l’odio per la cultura sono la maschera. Dietro la laschera solo odio per la vita.
Dietro i terroristi non sappiamo chi possa esserci: altre quattro persone che avrebbero appoggiato l’attacco sono state arrestate dalle autorità tunisine. Il Presidente del paese ha avvertito che altri attacchi sono possibili. Tutto è possibile all’interno di questa propaganda del terrore che mina a fomentare il pregiudizio anti-islamico nella popolazione mondiale.
(18 marzo 2015)
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