Roma
nubi sparse
20 ° C
20.9 °
17.1 °
75%
0.5m/s
82%
Lun
25 °
Mar
21 °
Mer
25 °
Gio
21 °
Ven
20 °

POLITICA

Google News
Aggiungi Gaiaitalia.com Notizie tra le tue Fonti Preferite su Google
Per vederci sempre in prima pagina, clicca il bottone e spunta la casella di Gaiaitalia.
G
Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeNotizieBolognaLa grassa Bologna che chiude le porte ai neri in discoteca

La grassa Bologna che chiude le porte ai neri in discoteca

Pubblicità
SEGUI GAIAITALIA.COM SU
Testo:

Bologna Arterìadi Iosonodio

Scrive La Repubblica di Bologna:

LEGGI ANCHE

Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale

Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →

La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi da alcuni operatori che lavorano nei centri di accoglienza di Bologna. “All’Arterìa non fanno più entrare i neri”. Possibile? Un caso di apartheid a Bologna? Per verificarlo, venerdì sera siamo andati nel locale di vicolo Broglio, in pieno centro, insieme a Ibrahim Diakite, un ragazzo di 24 anni che viene dal Mali e vive in uno dei centri di accoglienza della nostra città. L’appuntamento era alle Due Torri, poco prima di mezzanotte. Fuori dal locale abbiamo trovato diversi ragazzi africani in piedi ad aspettare. Per rendersi conto di quello che stava succedendo sono bastati pochi minuti: i bianchi, maschi e femmine, entravano senza problemi. I neri invece no, tutti fermi in una fila che non scorreva mai, finché non si scoraggiavano e andavano via. Mentre noi aspettavamo più indietro, Ibrahim si è diretto verso l’ingresso: ha provato ad entrare ed è stato respinto dai buttafuori. “Mi hanno detto di aspettare”, ci ha spiegato tornando indietro. A quel punto ci siamo fatti avanti anche noi per entrare insieme a lui. Niente da fare, la scena si è ripetuta: noi potevamo passare, lui no. “Quelli sulla porta ti dicono di aspettare – ci ha spiegato in inglese un altro ragazzo nero – ma poi non ti fanno passare mai”. Idem per un altro, Lamin Keitay, che di anni ne ha 17 e vive nel centro di accoglienza di Villa Angeli a Sasso Marconi, e che tutti i venerdì sera viene a Bologna in treno insieme ai suoi compagni: “Davvero, non ci fanno entrare – confida con un’alzata di spalle -. Qualche volta è successo anche a me”.

Così va nell’Emilia Romagna degli ex-comunisti alla Salvini. La Bologna dove c’è posto per tutti, che siam brava gente. Bologna la grassa, la principessa delle province dove succede tutto perché non cambi niente e dove c’è tutto perché non ci sia niente. Dove il calore umano è straordinario, perché nelle vasche lungo via Indipendenza ci si conosce più o meno tutti, ma che basta un problema, uno, possibilmente portato da non bolognesi perché il razzismo scatti. Contro chiunque, non solo i neri. Deve fare tanta strada Bologna, insieme all’Italia tutta, per uscire dal salvinismo di cui è anch’essa espressione, il finto buonismo dell’aiutiamoli a casa loro, dell’abbiamo trovato “un nero con un coltello nascosto nel giubbotto. Io capisco che sicuramente ci andranno di mezzo anche delle persone che non c’erano niente, anche dei bravi ragazzi” , il buonismo dell’indifferenza, del cialtronismo e dell’ignoranza.

Io non sono buonista, sono per la giustizia. Per tutti. Sono contro l’ipocrisia eletta a modus vivendi. Sono contro i cialtroni dalla pancia piena che fanno propaganda ai loro servizi e poi chiude gli occhi di fronte ad episodi come quelle della discoteca come si chiama e chi se ne frega.

LEGGI ANCHE

“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione

La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →

In Emilia Romagna, in tutte le sue città, non è rimasto nulla di ciò che si pretende di trovarci ancora. L’arroganza dell’ignoranza, quella è rimasta. E buon pro gli faccia. Ai Bolognesi razzisti del “per me sono tutti uguali” ed al loro salvinismo interiorizzato che li fa sentire tanto buoni, quando la bontà la vedono col donare 5 lire alla chiesa del quartiere ogni domenica.

Cattocomunismo. La cosa peggiore che ho visto in vita mia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(9 marzo 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

Iscrivetevi alle Newsletter di Gaiaitalia.com Notizie

Torino
nubi sparse
12.2 ° C
13.8 °
10.5 °
75%
0.7m/s
69%
Lun
23 °
Mar
22 °
Mer
11 °
Gio
14 °
Ven
11 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE