di Giancarlo Grassi
Non lo è. Uno schiavista. Salvini è solo un urlatore qualunquista imbevuto d’odio che molti, troppi, anche tra i media che contano, considerano un politico di grido. Un simpaticone (nella vita deve esserlo sul serio, peraltro) più ambizioso che maldestro, più vetero-comunista che neo-fascista, divorato da una sete di potere senza fine. Convinto di avere talento e personalità. Sono i peggiori.
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Prova ne è il suo ultimo tweet di cui vi proponiamo lo screen shot.
Gli #immigrati che lavorano bene sono i benvenuti. Quindi #Muntari può tornare a casa sua. #Salvini #Lega @matteosalvinimi
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 8 Marzo 2015
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Se sono gli immigrati che lavorano bene ad essere i benvenuti ne deriva che gli altri, quelli che lavorano “male” non lo sono? Salvini sta adottando idee schiaviste per portare a casa la poltrona di Zaia? Certamente no. Salvini è troppo furbo e troppo pieno di sé per permettersi che qualcuno consideri un errore ciò che lui dice e fa, in più la sua poltroncina di segretario è messa in discussione dalle bordate di Tosi (puta caso che la Lega perda il Veneto, per il buon-si-fa-per-dire Salvini sarebbero guai).
Salvini si riferisce a quello che è il cavallo di battaglia del pensiero della Lega: immigrato=delinquente. Mentre è noto che nel partito ora governato da Salvini di gente che ha infranto la legge e che si è riempita le tasche illegalmente non ce n’è stata mai.
La Lega vuole per gli immigrati disonesti l’espulsione, ed è sacrosanto; sia almeno coerente e butti fuori i suoi ex dirigenti disonesti. Fuori dal partito e dai Parlamenti. Ma fin lì Salvini non c’arriva: perché gridare non vuol dire anche osare.
Insomma padroni a casa nostra di fare quello che cazzo ci pare, applicando agli altri leggi che noi non rispettiamo o rispettiamo come ci pare perché – è il pifferaio del popolino incolto il buon Salvini – a casa mia faccio quello che voglio.
Il macho-pensiero del Salvini segretario federale è vuoto come il nulla e prende le sue idee dalla famiglia Le Pen padrona – è proprio il caso di dirlo – dell’estrema destra francese, riadattandole grossolanamente – l’Uomo è grossolano di per sé – a quelle che sono le esigenze dell’estrema destra che è costretto a rincorrere per diventare il terzo partito d’Italia.
Costa fatica battersi per contare come il due di picche. Anche al comunista padano che ama Putin e la Corea del Nord.
(8 marzo 2015)
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