di Il Capo
Obiettivo Chaire e Alleanza Cattolica con Regione Lombardia organizzano per il 17 gennaio l’ennesimo convegno omofobo della storia recente di questo paese in cui i leghisti medievali ed i cattolici oscurantisti sono protagonisti dell’integralismo alla Khomeini che trasforma ogni passo avanti nel campo dei diritti individuali in una guerra in nome di una fede. Il titolo del convegno la dice lunga: “Difendere la Famiglia, per Difendere la Comunità”, non si specifica da cosa si debba difendere la famiglia che non è mai stata attaccata e da cosa difendere la Comunità, se non dall’oscurantismo medievale di cui gli organizzatori del Convegno sono portatori.
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Tra i partecipanti i tristemente noti Mario Adinolfi che ora si fregia del titolo di direttore del quotidiano La Croce ed il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in linea col segretario lepenista pro Corea del Nord e pro Putin della Lega, Matteo Salvini.
Se non stupisce la partecipazione di Adinolfi, che è notoriamente non omofobo, ma impegnato nel difendere il suo diritto ad essere obeso – lo fa ad ogni intervento a Radio24 stimolato da quel mattacchione del conduttore de La Zanzara, se ancor meno stupisce la partecipazione del presidente leghista impegnato come tutti i suoi a ricostruire il vergineo imene del suo partito di razzisti distrutto dalle bravate economiche di qualche anno fa, ci dà un po’ da fare la presenza del logo di Expo 2015 sul volantino che pubblicizza il convegno e che pubblichiamo più in alto.
Presenza “Sconcertante”, come ha detto il consigliere comunale Pd Ruggero Gabbai. “Sconcertante perché oltre a negare l’evidenza dei fatti e dell’evoluzione della società, ci si ostina a sostenere e propagandare tesi oscurantiste e omofobe. L’Expo, che si appresta ad essere la vetrina d’Italia e di Milano nel mondo, non può e non deve essere associata a iniziative che promuovono una cultura superata”.
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Non “superata” egregio Gabbai: bensì razzista, omofoba, intollerante, pericolosa, ma soprattutto basata su presupposti antiscientifici, che istigano all’odio e fomentano la divisione sociale.
E il logo di Expo 2015? Come mai è lì?
(3 gennaio 2015)
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