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Io dico che… di Rosario Coco: “Sinistre destrose, papi sinistrosi e sinistre non pervenute. Strana l’aria che tira”

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Rosario Coco 05di Rosario Coco  twitter@RosarioCoco

E’ un periodo denso di avvenimenti politici che ci sta abituando ad episodi di portata ormai sempre più globale. Un dato emerge però nelle ultime settimane: la mancanza di un’alternativa concreta alle politiche che hanno provocato la crisi, che interessa certamente l’Italia e l’Europa. Non c’è dubbio che il Governo Renzi segue la medesima strada tracciata dal riformismo di Monti e ancor prima da alcune manovre del ventennio berlusconiano. Parliamo di alleggerimento dell’architettura istituzionale dello Stato, di lavoro, di tagli al welfare. Salta davvero agli occhi il fatto che mentre i lavoratori delle acciaierie di Terni vengono manganellati senza alcun motivo in piazza mentre manifestano per aver perso il lavoro, sotto un governo che, so che ormai non ci crede più nessuno, dovrebbe essere di centrosinistra, qualcuno a Roma riceve e benedice non Maurizio Landini, bensì centri sociali, trozkisti e ONG di tutto il mondo: “Nessuno senza terra, senza lavoro, senza lavoro, senza diritti – continuate la vostra lotta”. Questo ha fatto Papa Francesco, approfittando forse della sua condizione che lo pone al di fuori di ogni responsabilità decisionale.

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Inutile negare, tuttavia, che nel vuoto totale che si respira in questo momento nella “sinistra” del nostro Paese, queste parole suonano come macigni. Un vuoto di organizzazione prima di tutto, ma purtroppo anche di idee fondamentali. Ci sono tantissime persone capaci che hanno attraversato una fase della loro vita tra la socialdemocrazia e il vecchio PCI. Purtroppo non sembra esistere modo di trasformarle in una forza alternativa, visto anche lo scemare dei comitati legati all’esperienza Tsipras delle europee.

Manca un pensiero di fondo in grado di superare l’ideologia più radicale, abbracciare una prospettiva keynesiana e non cedere alla strada del “liberismo compassionevole”, ovvero a quel generico mantra per cui “ormai c’è il mercato tocca adeguarsi”. Non c’è bisogno di essere bolscevichi per capire che certe ricette post Maastricht non funzionano più, ma in pochi hanno capito fino ad ora quali sono i veri bersagli.

C’è anche una sinistra, ultra radicale la chiamerebbe qualcuno, fatta di svariati movimenti e organizzazioni locali, che definisce “sinistra di costume” questo atteggiamento. Il problema è che ricominciare a parlare di politica riattualizzando tout court le categorie di Marx ed Hegel, per cui ogni cosa diventa mercificazione ed è sempre colpa del capitale, ci fa scivolare in qualunquismo che diventa a sua volta il migliore regalo a questo presunto capitale. Tuttavia è una sinistra, codesta, che sembra quasi avvicinarsi a Papa Francesco, per certi versi, persino sui temi etici: molti di loro condannano il laicismo alla stessa stregue del capitalismo. Non a caso, un altro dei modelli è Putin. E sì, il guru delle leggi antigay, non nascondiamolo, sta diventando un icona dell’ultrasinistra anche in Italia.

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Poi c’è anche una destra, aggressiva, pericolosa, che tende pericolosamente ad avvicinarsi agli avversari neocomunisti sulla soglia del totalitarismo. Basti guardare i Salvini di casa nostra.

Come dicevamo prima, tuttavia, quali sono le alternative? Non si vedono in Europa né tantomeno oltreocenano soluzioni efficaci all’orizzonte, tra Obama in difficoltà e una sinistra socialdemocratica europea che insegue sostanzialmente degli aggiustamenti alle ricette della Merkel.

Se insomma Marx ed Hegel sono vecchi, tocca trovare dei pilastri nuovi altrettanto autorevoli, trovando il coraggio di metterli in pratica. Rileggere e riscrivere Maastricht ispirandosi a un signor Keynes, e incominciare invertendo la strada della privatizzazione selvaggia e della deregolamentazione, potrebbe forse essere un’idea. Ci sono fior di premi Nobel e autori contemporanei che vanno studiati e possibilmente attuati. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(31 ottobre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©rosario coco 2014
©gaiaitalia.com 2014
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