di Giovanna Di Rosa
Secondo l’antico adagio che più sono ligi e pii più hanno scheletri nell’armadio, il leader islamista bengalese Motiur Rahman Nizami, 71 anni, è stato riconosciuto colpevole di crimini di guerra per assassinii e violenze perpetrate durante la guerra d’indipendenza del bangladesh dal Pakistan nel 1971.
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Da Madrid il messaggio è chiarissimo: la Spagna adotterà "misure proporzionali" se l'Italia non rimuoverà i controlli alle frontiere... →
La Corte ha condannato a morte per impiccagione Nizami, leader di Jamaat-e-Islami, il più forte partito islamico del Paese, per avere orchestrato l’assassinio di professori, scrittori e medici durante il conflitto e per essere alla testa della brigate al-Badr colpevoli di numerosi crimini d’odio. La Corte ha inoltre osservato che Nizami non ha compreso gli insegnamenti del Corano pur essendo stato uno studente Islamico.
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(29 ottobre 2014)
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