di Giovanna Di Rosa
Il Califfo Nero avanza verso la conquista di Kobane mentre Erdogan dalla Turchia sta in silenzio – è impegnato a fare massacrare dalla polizia coloro che manifestano contro la guerra – e l’Iran annuncia la sua discesa in campo contro le truppe jihadiste, ma prima attende il “sì” della Siria.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
I raid americani non fermano le truppe dell’IS che sono state rallentate nella giornata di mercoledì, ma non definitivamente fermate e continuano ad avanzare all’interno della città, con i Curdi che schierano anche le donne che sono pronte a combattere.
A Istanbul, Ankara, e in altre città del sud della Turchia, Erdogan ha ordinato di negare l’autorizzazione a manifestare e quando i manifestanti si sono riuniti senza rispettare la sua volontà di dittatore, le ha fatte disperdere con la violenza usando lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili: secondo quanto pubblica Il Post sarebbero morti almeno 14 manifestanti, 98 sono rimasti feriti e in cinque diverse province è stato imposto il coprifuoco.
Da che parte sta Erdogan? Dalla parte dello sterminio dei Curdi o da quella del trionfo dell’Is?
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Gli islamisti di Al Baghdadi sono un pericolo concreto e terribile che vanno contrastati e sconfitti ad ogni costo.
(9 ottobre 2014)
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