di Giovanna Di Rosa
La nera bandiera dell’odio islamista sventola ormai su Kobane, cittèa siriana ai confini con la Turchia, dove migliaia e migliaia di civili curdi sono in fuga dall’orrore del Califfo Nero che ha ordinato ai suoi mercenari una carneficina di infedeli. I soldati curdi resistono sorretti dalle incursione aeree USA che tentano di bloccare l’avanzata della barbarie islamista.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
L’osservatorio siriano per i diritti umani ha comunicato che nella giornata di lunedì scorso sono rimasti uccisi negli scontri 34 jihadisti e 16 peshmerga curdi: forse non è la sede né il momento, ma ci chiediamo come certe cifre possano essere fornite con tanta precisione.
L’assalto islamista a Kobane ha scatenato proteste a Istanbul e nelle maggiori città turche dove i cittadini si sono riversati nelle strade e nelle piazze per protestare contro l’immobilismo – quando non il filo-islamismo – del presidente Erdogan e del governo del primo ministro, l’ultraconservatore islamista Ahmet Davutoglu. Lo riporta il quotidiano Hurriyet.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
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(7 ottobre 2014)
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