di Paolo M. Minciotti
La legge antigay potrebbe danneggiare l’economia dell’Uganda – ma non era lui a non avere bisogno degli sporchi soldi occidentali? – e quindi il presidente omofobo Museveni, quello che ha firmato la legge antigay (come se non fossero bastati 14 anni di prigione e la morte sociale), legge poi annullata dalla Corte Costituzionale per mancanza del numero legale della sua approvazione, con un editoriale sul quotidiano New Vision ha chiesto ai suoi parlamentari di “ripensarla”.
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Una sporca manovra politica sulla pelle degli omosessuali per dire all’Occidente che sono i oparlamentari ad imporgli la Legge, mentre lui – Museveni il Magnanimo – li ha avvertiti di rivederla e ripensarla.
Museveni è l’uomo che disse “il sesso gay trasmette i vermi e gli omosessuali sono tutte puttane” come se fosse un esperto del settore, e magari lo è anche, e noi non lo sappiamo. I parlamentari di Museveni sono pronti a reintrodurre la stessa legge, o a ratificarne una nuova, e per questo come abbiamo scritto qualche settimana fa, stanno lavorando alacremente.
Ora l’editoriale che li invita a ripensarci.
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Editoriale che non è certo un atto di eroismo considerando che anche senza antigay bill, le persone omosessuali in Uganda sono comunque orribilmente discriminate e vanno comunque in galera. Per quattordici anni.
(6 ottobre 2014)
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