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Ciò che mi rende furiosa di Gisella Calabrese, Tempation Island, il reality che stimola le corna (e non in senso scaramantico)

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Gisella Calabrese 03di Gisella Calabrese  twitter@giscal77

Si sarebbe potuto chiamare “Maria De Filippi colpisce ancora” perché il risultato da quasi vent’anni è sempre il medesimo. Eh sì, perché la “Defi” (non me ne voglia Maria nazionale – non la cantante napoletana, eh?) ma io affettuosamente la chiamo così, ha aggiunto un’altra freccia al suo arco e senza alcuno sforzo. Ha preso il format di un reality americano, l’ha adattato ai suoi ex concorrenti di Uomini e Donne e a chi ama questo programma e ne ha creato uno pseudo-nuovo, ovvero l’isola delle tentazioni. In sostanza, non ha fatto altro che mostrarci una volta di più, se ancora ce ne fosse bisogno, che a noi italiani ci piace tanto guardare nel buco della serratura per vedere cosa succede dall’altra parte e anzi, proviamo anche un sottile quanto insinuante godimento.

Prima di tutto, però, ho bisogno di discolparmi. Ammetto che anche su di me Maria esercita un certo fascino, sarà il gusto del trash o masochismo, non lo so, fate voi, ma questo Temptation Island l’ho guardato per un motivo squisitamente affettivo: lo girano a casa mia. Il Golfo di Gaeta è una delle perle del Tirreno e dell’Italia tutta, concedetemelo. E se siete tra gli oltre 3 milioni di persone che ieri si sono sintonizzate su Canale Cinque, l’avrete visto da soli. Scenari da favola, mare azzurro, tramonti che sembrano dipinti, la Grotta del Turco… quando mi ricapita di vedere casa mia in prima serata? Probabilmente noi del Golfo abbiamo contribuito al successo della Defi, ne sono consapevole, e un po’ me ne dolgo. Conosco persone che mai e poi mai avrebbero guardato una sua “creatura” e altri che non avevano proprio idea di che genere fossero i suoi programmi e che invece ieri sera, per consolarsi della pochezza dello show, si sono goduti perlomeno gli scenari a noi tanto familiari.

Ma ora veniamo a noi. Torno da un matrimonio, accendo incuriosita la tv e mi trovo un tizio over trenta che parla come se stesse leggendo un copione, pause incluse (probabilmente aveva il gobbo davanti a sé) e non ho la minima idea di chi sia. Ho la vaga sensazione che mi ricordi qualcuno, ma pur sforzandomi non ne vengo a capo. Ancora una volta è il mio social preferito a venirmi in aiuto. Apprendo da Twitter che si chiama Filippo qualcosa e altri non è che un vecchio (in tutti i sensi) concorrente del Grande Fratello. Romano, ovviamente. Come lo so? Impossibile non dedurlo dalla sua parlata che fa tanto borgataro ripulito (in senso buono, eh? A me il romanesco piace). I cattivelli l’hanno già soprannominato Er Biascica, in onore di uno dei personaggi di Boris, serie tv e film cult con il bravissimo Francesco Pannofino. Sorrido di gusto e mi accorgo che gli sta proprio a pennello. Nel reality cinque coppie di fidanzati, di cui due provenienti dai tronisti di Maria, e altre tre che probabilmente saranno suoi assidui telespettatori. Lo scopo del gioco è separare le coppie per tre settimane e scoprire – antropologicamente parlando, s’intende – se il loro è vero amore e quindi se saranno capaci di rimanere fedeli. Ovviamente c’è la difficoltà, ovvero mettere le fidanzate con dodici ragazzi super belli, muscolosi, tatuati, abbronzati, truccati, e chi più ne ha più ne metta, e i cinque fidanzati con dodici ragazze super gnocche, scosciate, perizomate, ritoccate, ammiccanti e seducenti. Tutto questo potrebbe essere sintetizzato con un “vediamo chi fa le corna prima tra me e te”.

Proprio mentre stavo cominciando a preoccuparmi, chiedendomi dove fosse la tragedia senechiana di stampo defilippiano (Seneca mi perdoni)Filippo chi?” o er Biascica, come preferite, mi viene in aiuto e spiega che ovviamente le coppie non possono comunicare tra di loro, ma possono vedere dei filmati sulle loro rispettive metà e controllare come si comportano. Ah ecco, meno male. Hai visto mai che stavolta non ci fossero pianti a dirotto, minacce e paroline deliziose in un programma della Defi! E infatti, puntualmente, come nelle migliori tradizioni, dopo soli due giorni di calma apparente (per la serie “la quiete prima della tempesta”) arrivano lacrime di coccodrillo, scene di isterismo, lancio di oggetti, imprecazioni contro tutto e tutti, foto tessera del fidanzato (che sembrava più una foto segnaletica, a dire il vero) strappata e valigie fatte in fretta e furia. Nello specifico, proprio una delle corteggiatrici di Uomini e Donne furiosa dopo aver visto il suo ex tronista stuzzicare qualche bella ragazza (che poi, a onor del vero, l’ha fatto per una giustificatissima ripicca). Ci sono state scene di terrore televisivo, autori nel panico che tentano di convincere la fidanzata a rimanere (indovinate un po’ se resta o no?)

Ah, questi giovani, cosa non farebbero per andare in televisione.

In sintesi, dopo questa puntata d’inaugurazione della svendita degli affetti, due grandi verità sono state per me lapalissiane: la prima è che Filippo “Biascica” appare assolutamente inadeguato al ruolo di pseudo-conduttore ambasciatore della discordia porta zizzania a tradimento, impacciato al punto da farmi tenerezza, e non per via della sua cadenza, sia chiaro. In secondo luogo, chi più si professa geloso, a conti fatti è il primo che si lascia andare alle tentazioni. Lo affermo da subito a scanso di equivoci: non sono il tipo di donna che dà sempre torto alle altre donne, anzi, ma in questo caso è stato fin troppo evidente che le signorine in questione (che tanto parlano pure di matrimonio) non si sono fatte pregare per trascorrere ore piacevoli con questi bei maschioni, né hanno disdegnato dei contatti fisici che non avevano nulla di impuro ma, come si dice, a pensar male…. Gli uomini invece si sono mostrati più cauti (e probabilmente anche più furbi, nonostante noi li pensiamo sempre come sciocchi che “a certe cose non ci pensano proprio”), salvo poi vendicarsi di qualche filmato che non hanno gradito o lasciandosi andare a qualche complimento – assolutamente legittimo, per carità – alle seduttrici di turno. Se una donna è bella, è bella e basta. Inutile dire che sia una cozza, quando sappiamo benissimo che non lo è.

Il bello è che nessuno, care signorine fidanzate, vi ha obbligato a partecipare al reality delle corna, di sicuro non ve l’ha prescritto il medico. E invece non solo siete lì a godervi un luogo incantevole, ma vi lamentate, criticate e vi strappate i capelli al pensiero (e alla visione) del vostro fidanzato che flirta con qualcuna che non siete voi. Ipocrite ed egoiste, mi verrebbe da dire. Se una donna fidanzata può divertirsi con serenità insieme ad un altro uomo, come fra amici, che male c’è se lo fanno anche i vostri fidanzatini? Abbiamo voluto la parità dei sessi? Allora non sputiamo nel piatto dove ci piace mangiare, salvo poi cambiare idea se la portata non è di nostro gradimento. Sarebbe più onesto – e dignitoso – non prestarsi a determinate situazioni che spesso fanno uscire proprio quel lato della personalità che si vorrebbe tenere nascosto a tutti, anche a noi stesse. Perché poi, tirando le somme, apparireste solo come “portatrici di zoccoli” parafrasando un’espressione molto cara al nonno di una mia amica. E non avrebbe nemmeno torto. Se non volete essere rubate in casa vostra, non lasciate la porta aperta con le chiavi nella serratura. Al vostro ritorno potreste non trovare più nulla, nemmeno la porta.

 

 

 

Cordialmente vostra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(26 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gisella calabrese 2014
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