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HomeNotizieIo dico che... di Rosario CocoEuropee: M5S c'è. Ma abbiamo bisogno della Lista Tsipras

Europee: M5S c’è. Ma abbiamo bisogno della Lista Tsipras

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Rosario Coco 04di Rosario Coco  twitter@RosarioCoco

Europee, cosa o chi votare? Ammetto di sentirmi distante dalla politica negli ultimi mesi. O, meglio, dalle formazioni politiche in campo. Ritengo che nessuno abbia compreso fino in fondo il dramma economico finanziario in cui ci troviamo, la necessità di rivedere l’assetto dei trattati europei, la struttura della BCE, la moneta unica e, sopratutto, come farlo. È una questione che va al di là dei colori politici e che va alle radici del funzionamento dell’economia. Siamo un’accozzaglia di Stati dominati da un consorzio bancario, che usano una moneta in prestito che non è di nessuno Stato. Fate voi.

Quasi nessuno dice che essere a favore dell’Europa, oggi, vuol dire mettersi in testa che bisogna rivedere l’euro e tutti i trattati post-Maastricht, a partire dallo statuto della BCE.

Tra quelli che si avvicinano a questa idea, da una parte, ci sono le formazioni di destra. Tuttavia, nonostante negli ultimi tempi ne capiscano qualcosa in più di economia, giammai sarà ammissibile barattare le libertà civili e il pluralismo culturale. Poi c’è il M5S, con il quale, da volontario, ho collaborato e continuo a collaborare sin dai tempi della discussione sulla legge contro l’omotransfobia. Al di là delle posizioni sui diritti civili, le più avanzate in questo parlamento, il M5S offre una lettura dei temi macroeconomici tra le più interessanti, almeno quando Grillo parla di ritorno alla Comunità Europea, cioè all’epoca pre-Maastricht. Il punto critico è pensare ad un referendum sull’euro, in quanto problematico dal punto di vista costituzionale e facile bersaglio della propaganda europeista-ingenua.

La migliore strategia, e su questo sono concordi la maggior parte degli economisti che da sinistra a destra, specie a livello internazionale, affermano l’insostenibilità dell’euro, è quella di un’uscita concordata dalla moneta unica da parte di tutti i Paesi europei.

Ciò che è vero, come dicono Brancaccio, Borghi e Bagnai (giusto per coprire tutto l’arco dei colori politici) dall’euro in qualche modo verremo catapultati fuori. Sta a noi come gestire questo processo.

Infine c’è la Lista Tsipras, figlia della grande manifestazione a favore della Costituzione dello scorso ottobre, che abbraccia una serie di forze non soltanto radicali ma, sopratutto, alternative alla strada di smobilitazione dello stato sociale e di precarizzazione del lavoro intrapresa dal PD di Renzi. Sostenere il leader greco è un grande segnale di solidarietà tra i Paesi mediterranei, i più colpiti dalla crisi. Quest’anno non c’è la scusa dei tanto temuti “dinosauri” della sinistra, bensì ci sono candidati giovani, capaci e pieni di passione, che vengono dai movimenti degli ultimi anni e che appartengono ad una generazione precaria in cerca di riscatto.

Sui temi macroeconomici, le posizioni della lista Tsipras contro l’austerity a volte mancano di entrare nel merito del “come” rinnovare l’architettura economica europea. Tuttavia, parliamo di una realtà molto giovane in grado di imparare e cambiare.

Per quanto mi riguarda, oltre ad essere legato ad una serie di filoni politico-culturali nati negli ultimi anni, mi sono sempre sentito azionista (legato alla cultura del Partito D’Azione) e rosselliano, ispirato al socialismo liberale di Rosselli. Se è vero che c’è tanto bisogno dell’azione di rinnovamento del M5S, io credo che ci sia altrettanto bisogno che questa nuova sinistra in costante evoluzione riesca a trovare la propria strada superando lo sbarramento.

E’ per una questione di rappresentanza democratica: se entrano forze come la Lega, deve esserci anche una forza che rappresenti il tema del lavoro, della precarietà e dei diritti civili e sociali insieme: che rappresenti quella grande spinta culturale che sta crescendo intorno a personalità come Landini e Rodotà.

E’ per questi motivi che, in quest’ultima settimana, il mio sostegno va alla Lista Tsipras ed in particolare a ragazzi come Marco Furfaro e Claudio Riccio, candidati in circoscrizioni diverse (centro e sud), giovani che hanno iniziato dalla politica degli studenti, dei cortei e delle strade e che sono perfettamente in grado di rappresentare in prima persona il dramma di una generazione alla quale, anno dopo anno, si sta sfilando un pezzo di futuro (e di presente) alla volta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©rosario coco 2014
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