di Iosnodio
Così se n’è andata anche l’edizione 2014 dell’Eurofestival che, Conchita Wurst a parte, e la scontata morte mediatica di Emma che era chiara a tutti, conduttori a parte, verrà riocrdata per le lallazioni di Nicola Savino e per la sua cronaca sgangherata, inutile, infantile, ignorante, razzista, becera, vergognosa, indecente, misogina (e quindi omofoba), stupida, superficiale, antipatica.
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Nicola Savino è l’esempio del “non so perché mi trovo dove mi trovo, ma da qui non mi schioda nessuno almeno questo ce l’ho chiaro”: Rai 2 – che non si è mai distinta per essere una fucina di talenti, Ventura respiri – ha scelto il peggio per l’Eurofestival 2014: Linus, che va sempre bene quando c’è da riempire un buco e Nicola Savino che di fronte ad un Eurofestival 2014 più politicizzato che mai, ha scelto la strada dell’intrattenimento da deficenti, da bar la domenica pomeriggio, di quattro battute che “diamo cretinate al popolo bue”, sorvolando su cosucce come gli assordanti fischi che coprivano la parola “Russia” ogni volta che veniva pronunciata e soffermandosi invece sull’imbecillità di battute sui bookmakers.
La RAI dovrebbe buttarlo fuori: non ne possiamo più di pagare il canone ad una rete di stato che ha fatto dell’imbecillità il suo vessillo, dell’appiattimento culturale la sua mission, degli incolti al microfono il suo trionfo, dell’incapacità di sviluppare un discorso coerente una qualità di ci vantarsi in diretta.
Fossi stato nei dirigenti dell’orrenda Rai2 avrei chiamato Nicoletta Orsomando, avremmo potuto contare su misura, garbo e dizione. Che in tempi di barbari fanno la differenza.
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