di Giancarlo Grassi
Dopo un massacro ingiustificato e provocato da lui stesso e dalle sue leggi liberticide votate per compiacere Putin, il premier neodittatore Yanukovich pressato dalle sanzioni decise dall’Unione Europa (blocco dei visti e congelamento degli asset) avrebbe detto sì a nuove elezioni (che speriamo regolari) entro la fine del 2014, secondo fonti della delegazione polacca.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Sono almeno centocinquanta secondo cifre ufficiali, quindi probabilmente molti di più, i morti ammazzati negli scontri in corso in una Kiev a ferro e fuoco.
Secondo quanto informa il quotidiano Europa il clima ormai è da rivoluzione, i ribelli sembrano puntare a rovesciare il governo con la forza. Diverse centinaia di persone armate hanno costretto la polizia ad arretrare di 200 metri e hanno preso il controllo di piazza Indipendenza, teatro di manifestazioni e scontri dall’1 dicembre scorso. Almeno 50 agenti sono stati catturati dai manifestanti.
Fonti francesi indicano che la situazione a Kiev è pericolosamente vicina al “punto di non ritorno” ed invocano una soluzone political conflitto.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
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