Un’indagine Demos per Repubblica i cui risultati sono pubblicati oggi dal quotidiano diretto da Ezio Mauro, evidenzia come gli Italiani stiano andando, a causa della crisi e dell’inazione delle forze politiche che negli ultimi vent’anni – grazie a voti che gli Italiani stessi hanno dato – si sono occupate più dei fatti loro che del paese (ed il disastro delle loro azioni è sotto gli occhi di tutti), verso posizioni sempre più conservatrici e si rivolgano ad Istituzioni ritenute – giustamente o no – più affidabili come l’Esercito [sic] e la Chiesa [sic].
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Secondo l’indagine ltre il 70% degli Italiani sarebbe favorevole all’elezione diretta del capo dello Stato, mentre meno del 10% ha fiducia nelle forze politiche. L’Europa non piace più, e qui si evidenzia un altro problema italiano, vedere le cose che “piacciono” e non quelle che “servono”.
Sei italiani su dieci pensano che la crisi durerà almeno altri due anni, ma il lato positivo della storia è che è considerevole il numero di italiani che hanno voglia di reagire ed impegnarsi.
Il dato più inquietante è rappresentato dall’oltre 30% di Italiani che ritiene si possa rinunciare alla democrazia rappresentativa – che in soldoni significa rinunciare alla democrazia, perché sia chiaro a tutti – unito all’apprezzamento per l’Esercito (per bisogno di sicurezza) e dalla crescita di consenso per la Chiesa come istituzione temporale.
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Inquietante. I signori nel Palazzo ci riflettano.
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