Alireza M., un uomo di 37 condannato alla pena capitale per reati di droga e sopravvissuto all’esecuzione dopo essere stato appeso per 12 minuti alla corda, verrà nuovamente messo a morte non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno.
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Alireza M., certificato morto da un medico al termine dell’impiccagione, è stato trovato vivo, il giorno successivo, dai parenti che erano andati a recuperare la salma nell’obitorio di Bojnourd, nel nordest dell’Iran.
Secondo quanto dichiarato da un giudice, l’uomo verrà nuovamente messo a morte “appena i medici confermeranno che le sue condizioni di salute sono abbastanza buone”.
Amnesty International ha espresso orrore per questa vicenda e ha sollecitato le autorità iraniane a non procedere alla seconda esecuzione di Alireza M.
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Nel 2013 in Iran sono state già eseguite almeno 508 condanne a morte, la maggior parte delle quali per reati di droga.
Nel 2011, il segretario generale dell’Alto consiglio per i diritti umani della magistratura iraniana aveva espresso il dubbio che la pena di morte abbia un effetto deterrente sui crimini collegati al traffico di droga.
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