Leggiamo costernati su diversi quotidiani seri con la parola “gay” o “queer” nel dominio che un biopic sul grande Pyotr Tchaikovsky ne negherebbe l’omosessualità stabilendo invece che fosse eterosssuale. Orrore e sgomento.
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Qualcuno di voi ha per caso pensando alla sessualità di Tchaikovsky ascoltando Lo Schiaccianoci? Io devo essere scemo perché ho pensato piuttosto alla musica e non alle evoluzioni sessuali del suo autore.
Di fatto il centro della questione sembra invece essere nella sua sessualità (sì, la sessualità nell’arte, le pulsioni, riscrivere la storia della sessualità di Tchaikovsky è negare un’evidenza storica e quindi cancellare l’esistenza di un’intera comunità, tutte solfe che conosco a memoria), ma vorrei andare più in là.
Il biopic, come dicono i gay cinefili colti, è stato in parte finanziato con capitali russi, e questa è la parte seria della storia, che hanno – pare – imposto una revisione del copione presentando il povero Tchaikovsky come un eterosessuale nonostante le evidenze di omosessualità nelle sue numerose biografie.
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Il punto è qui, ma non ha nulla a che fare con il musicista, non ha nulla a che fare con la sua sessualità, è una squisita questione politica strettamente legato alla nuova dittatura di Putin, che come Stalin e il KGB gli hanno insegnato, prevede la rimozione di tutto ciò che è connesso con una immagine distorta della Grande Madre Russia così come pretende di proiettarla il Regime.
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