La democrazia basata sull’omofobia e sull’arresto dei dissidenti targata Vladimir Putin ha dato il via ad una nuova crociata questa volta diretta contro i turisti che siano apertamente gay o che dimostrino in qualche modo il loro appoggio ai diritti LGTB.
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Vladimir Putin, messosi di fatto fuori dal diritto internazionale, ha preso questa nuova decisione dopo l’approvazione nelle scorse settimane di tutte le misure repressive possibili nei confronti delle persone omosessuali (interessante il dossier pubblicato nel numero di luglio della rivista Yomagayzine Italia che potete legge qui).
Si tratta dell’ennesima legge liberticida che va ad incidere sulle libertà personali di cittadini stranieri che portano valuta pregiata nel paese, non residenti in Russia, e che non mancherà di avere ripercussioni nelle relazioni tra il nuovo totalitarismo di Putin e la comunità internazionale, ponendo il paese sullo stesso piano di dittature come l’Iran o l’Arabia Saudita.
Secondo la stampa russa l’affettività omosessuale rappresenta un pericolo sociale trattandosi di pura propaganda del liberalismo occidentale.
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