Secondo informazioni delle autorità, delle quali non ci fidiamo, sia detto con rispetto, sabato scorso tre persone sarebbero state fermate ed interrogate in relazione all’omicidio del giovane Eric Ohena Lembembe ammazzato come un cane dopo essere stato torturato con l’elettricità e bruciato con un ferro rovente su mani braccia e piedi, come riportiamo nel nostro articolo dello scorso 7 luglio.
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Le tre persone fermate sono tre colleghi del giovane assassinato e sono state fermate dopo che gli avvocati della famiglia hanno duramente contestato alla polizia, che inizialmente si è disinteressata del caso, i metodi che stavano utilizzando per le investigazioni.
Dopo la contestazione degli avvocati, secondo quanto afferma uno di loro, la polizia ha cominciato a muoversi per cercare “un colpevole” e non “il” colpevole. Uno degli ufficiali si è addirittura spinto a dire che le persone “che vogliono trascinare nel fango il Camerun con la scusa dell’omofobia, danneggiandone l’immagine all’estero” potrebbero “avere delle sorprese”.
Il portavoce del governo del paese si è spinto più in là affermando che “giornalisti e gruppi per i diritti umani stanno sferrando un violento attacco al Paese”.
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