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Gaynet, informazione e comunicazione globale per superare tutti gli acronimi

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Logo Gaynetdi Maximiliano Calvo

C’è una realtà in Italia, secondo noi assai interessante, che raggruppa persone che attraverso l’informazione e la comunicazione contribuiscono alla diffusione e alla conoscenza della cultura lgtb.

E’ l’Associazione Gaynet, il cui presidente è Franco Grillini, che opera sin dal 1998 ed è accreditata come associazione di riferimento presso il Ministero delle Pari Opportunità e della Salute.

Tra i collaboratori di Gaynet ci sono giovani e battaglieri giornalisti che offrono un esempio di informazione e cultura LGTB seria, obiettiva, approfondita, insomma, ben fatta.

Li abbiamo voluti intervistare per conoscerli e farveli conoscere meglio.

 

L’intervista:

 

Innanzitutto cos’è Gaynet?

Gaynet è un’associazione di informazione, comunicazione e cultura lgbt. E’ stata fondata nel 1998 da Franco Grillini, l’attuale presidente nazionale, con il nome completo di “Italia Gay Network”, GAY.NET, ed è accreditata come associazione di riferimento presso il Ministero delle Pari Opportunità e della Salute.

Quanti siete?

Tra iscritti e simpatizzanti Gaynet conta storicamente circa 500 persone.

Il progetto nasce da una pagina web o la pagina web ne è la diretta conseguenza?

Il sito www.gaynet.it, fa parte di un progetto ben preciso, non è solo il sito dell’associazione ma è un blog libero di informazione e approfondimento lgbt che fa riferimento al quotidiano online Gaynews, edito infatti dall’associazione Gaynet.

E’ possibile un’informazione “gay”?

Usiamo il termine “gay” con un significato che potremmo ormai definire storico-simbolico, in quanto oggi, per noi, l’informazione “gay” è un’informazione a 360 gradi sulle tematiche lgbt, ovvero sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Vero è anche, tuttavia, che di questi temi si è cominciato a parlare a partire dal movimento omosessuale degli anni 70, all’epoca distinto anche dal femminismo e dai primi movimenti lesbici. Adesso l’approccio è globale e tende a superare anche gli acronimi lgbt ed lgbtiq, poiché il pluralismo di degli orientamenti sessuali e delle identità di genere riguarda la sfera della libertà di tutte e tutti.

Com’è possibile che in questo paese non si legga una riga un minimo credibile sulla quotidianità delle persone omosessuali perché ognuno, rappresentanti, leader, associazioni, sembrano solo tirare l’acqua al loro mulino?

C’è del personalismo, è vero, purtroppo non è solo colpa delle associazioni, poiché il movimento lgbt mutua molti difetti dalla politica italiana intersecandosi a volte con essa. Gaynet, in questo senso, ha il pregio di non essere un’associazione “tradizionale”, ma di essere un network di persone che lavorano in rete occupandosi prima di tutto di informazione, media e cultura.

Il panorama politico italiano è dominato da alcune costanti che lo rendono particolarmente ingessato, come l’assenza di un sistema di informazione realmente libero e plurale, l’influenza vaticana e l’incapacità di una classe dirigente purtroppo troppo spesso calata dall’alto senza criteri di merito e competenza.

E del comportamento dei partiti sulle questioni lgtb, nomi e cognomi sono benvenuti…

Tra i partiti, i Radicali sono stati i primi, ormai da anni, a sostenere compattamente il matrimonio egualitario, le adozioni e l’estensione della legge mancino, seguiti dall’Italia dei Valori durante la scorsa legislatura. Ci sono stati, inoltre, numerosi deputati, anche negli allora DS e poi nel PD, come Franco Grillini e Paola Concia, che si sono battuti a spada tratti per sensibilizzare su questi argomenti il proprio partito. A questo giro la palla passa a Scalfarotto, Zan e Tinaglia. Staremo a vedere.

Non sarebbe più utile una informazione più neutra, ma più “vera”?

La cosa migliore sarebbe che delle persone lgbt non ci fosse nemmeno bisogno di parlarne. Purtroppo, in questo momento, c’è bisogno di parlare di loro come anche delle questioni più generali dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Cosa pensate del progetto di organizzare il Pride Nazionale ogni anno a Roma?

Siamo dell’opinione che il messaggio storico e simbolico rappresentato dal Pride debba essere diffuso in maniera quanto più capillare in tutto il territorio nazionale, Quindi siamo favorevoli ad un Pride nazionale itinerante a maggior ragione per il fatto che il Pride romano ha sempre un valore particolare.

Quale è il compito di un gruppo come Gaynet?Logo Gaynet

Gaynet sta ampliando una redazione di attivisti esperti in diverse discipline per approfondire in temi lgbt. In particolare stiamo ultimando una versione italiana dello Stylebook americano sulla terminologia lgbt edito dalla NLGJA (national lesbian and gay journalist association), sostanzialmente un “lessico” per i media che definisce la terminologia del mondo lgbt. Uno dei nostri obbiettivi generali, infatti, è quello di raggiungere un protocollo con la FNSI e l’ordine dei giornalisti, simili alla Carta di Trieste sui minori.

Come vedete il futuro del paese, politicamente parlando?

Il futuro del Paese dipenderà molto dalla forza di reazione che avranno le giovani generazioni, tra cui anche quella di cui molti di noi fanno parte., la generazione anni ’80 diciamo. Dobbiamo guardare anche a quello che è successo in Turchia a proposito. Gaynet continuerà a svolgere il proprio ruolo in sinergia con le altre associazioni. Deve essere chiaro che il futuro del Paese passa anche per una maggior consapevolezza sul tema dei diritti, argomento che non può essere schiacciato dalla retorica delle “priorità del Paese”.

 

 

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riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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