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Mentre gli attivisti LGTB di mezzo mondo cambiano la storia, in Italia si fanno i Gay Pride. E’ tutto ciò che si può fare?

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Rainbow Wigdi Paolo M. Minciotti

Le notizie che arrivano da mezzo mondo dimostrano che il buon lavoro dei politici gay, delle associazioni unite da un unico obiettivo, della serietà delle proposte, delle rivendicazioni seguite da azioni coerenti, della capacità di posizionarsi per il benessere di tutto un paese e di dialogare con i cittadini, anche quelli che non vogliono ascoltare, premia.

Gli USA, che fino al 1973 proibiva in molti stati le unioni matrimoniali tra bianchi e neri, ha visto la Corte Suprema cambiare la storia del paese con una sentenza storica che sancisce l’uguaglianza matrimoniale per tutti i cittadini.

Poche settimane fa Inghilterra e Francia, le grandi democrazie europee, giungevano all’approvazione di leggi che garantiscono l’uguaglianza di tutti i cittadini, con le grandi organizzazioni LGTB francesi e inglesi impegnate in un dialogo diretto con François Hollande e con il primo ministro inglese Cameron.

In Italia siamo ancora ai Gay Pride degli steccati: quegli steccati che le associazioni alzano tra manifestazione e manifestazione, l’unità tra alcune a scapito di altre, le proposte politiche dei parlamentini autoreferenziali ed inutili, servi di se stessi e dei pochi che al loro interno trovano soddisfazione alle loro ambizioni, l’incapacità di dialogare con la politica e i cittadini con un linguaggio comprensibile all’una e agli altri, con i pochi eletti in parlamento e senato spesso lontani anni luce dalle istanze delle associazioni, e non per colpa loro.

Così mentre il mondo cambia, l’Italia no.

Troppo impegnate a dare la colpa a questo o a quel politico, gay o no, troppo prese dalla loro necessità di apparire, schiave dell’idea che una marcia all’anno sia la risoluzione dei problemi, incapaci di uscire dalla loro provinciale egopatia politica, le associazioni affossano i diritti di coloro che dovrebbero rappresentare.

Sorde a qualsiasi critica e chiuse a qualsiasi ascolto.

 

 

 

 

 

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