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Le capinere filogaie che czinguettano e-scrementi quando parliamo del gai praid

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Isteriadi La Lurida twitter@lalurida

Son colte, o pensano di esserlo, perché nella loro inutile e-sistenza si son imbatute in un mezzo come internet che czi ha permesso di potere metter su un blog dove czi son dei muscoli in primo piano e quattro pensieri messi lì non si sa per / chè ad uso e consumo di altre capinere filogaie che czinguettano i loro e-scrementi sul mondo che le odia perchè son gaie.

Mia nonna, che era soczialista e non cz’aveva internet, cz’aveva la terza elementare e da dar da mangziare a czinque figli, mo’ ha trovato il tempo di volermi anche bene, diczeva sempre che “Signora, fate ben voi, che il culo è vostro”, mo’ lei non se le sognava quelle cose gaie lì che quando è nata lei di cose gaie non se ne parlava micca, eran busoni e finocchi e basta. Lei si riferiva al fatto che tutti son liberi di fare quel che czi tira il culo, poi ne pagano le conseguenze.

Poi viene l’era moderna e si parla dei gai.

E nascono le capinere che vogliono tutto e lo vogliono adesso solo perché respirano e ogni critica al loro ogzetto del desiderio (essere follower di una persona famosa, czinguetare due cazate sgramaticate e vuote e dire a chi scrive cose che non capiscono che son dei semi, o pensare che un gai praid sia la rivoluzione franczese, o e-postare le loro foto mezze nude su facebook che si senton tutte l’Angzelina) è ogzetto della loro astiosa zitelagzine condita di e-scrementizia popolare opinione travestita da inteletualismo che neanche Pasolini se lo sarebbe sognato, che lui i mezzi cze li aveva amiche, altro che gai praid.

Son quelle che non le soporta nesuno, antipatiche e soferenti della soferenza di vivere che è sempre colpa degli altri, son quelle che chi se le tromba che se voglio una mezza passera divento lesbica amica, son quelle che a te che sei gai ti fanno venire voglia di darczi un cartone, con la bocca tirata che neanche la Vanoni o Patty Pravo cz’han quella facczia da culo lí che quando le guardi son sdegnose e si vede nello sguardo che pensano “mo’ che cazzo vuoi brutto froczio, lo so che son bella…”!

Sei bella? Sei patetica e fai senso. Che mi vergognerei se fossi in te… Mo’ spetta bene che sto diventando intolerante, dioscapato, che non cze n’avevo micca voglia, io czi volevo solo dire alle capinere filogaie che magari se invecze di czinguetare escrementi czercano anche di capire quel che si dicze o si scrive…

E guarda te quanta intoleranza mi è usita.

Vedete? Nesuno è imune. Dobiam stare atenti.

Poi magari ogni tanto mandarczi a dar via l’organo.

Mo’ con amore.

 

 

 

 

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