E’ la pagina Facebook di un noto leader, o ex leader non che m’importi, del movimento LGTB italiano, la notizia della vittoria del bellissimo film di Abdellatif Kechiche “La Vie d’Adele” a Cannes, riprendendo il titolo di un’agenzia.
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Sarebbe interessante chiedere, agenzie a parte quando gli stessi leader, o ex leader non che m’importi, del movimento LGTB italiano, cominceranno a cambiare linguaggio: “Film Lesbico”, “Film Gay”, “Film Queer”, dando la stura a tanti altri commenti sul genere voyeuristico-demenzial-idiota cui i giornali italiani poi ci abituano (e con i quali i leader, o ex leader non che m’importi, del movimento LGTB italiano, si incazzano).
Il film che ha vinto la Palma d’Oro è un bel film su una storia d’amore tra due donne; l’altro film francese “L’inconnu” su cui la gaia stampa italiana si è soffermata per le scene di sesso esplicite, è molto più di un cazzo duro e di due chiappe.
Mi sconcerta, m’indigna (e mi fa anche un po’ schifo), che proprio da coloro che per anni si sono ritenuti i leader, o ex leader non che m’importi, del movimento LGTB italiano, vengano queste ingenuità che prestano il fianco agli sfondoni traboccanti di pruderie che tutti conosciamo, sarebbe davvero ora di cambiare linguaggio.
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