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Aurelio Mancuso: “PD, uno spettacolo indecoroso che umilia milioni di elettori e militanti”, intervista al presidente di Equality Italia

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Aurelio Mancusodi Maximiliano Calvo

Questa intervista che Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, iscritto al PD,  ci ha concesso (non siamo il suo megafono, ma Mancuso è sempre l’unico a risponderci quando ci sono domande da porre e risposte da dare in fretta), rischia di essere già vecchia mentre la pubblichiamo on-line.

Di fatto però era necessario che qualcuno del PD, con la necessaria equidistanza, senza ideologie, qualcuno che nella lotta per i diritti civili c’è stato, ci raccontasse un po’ cosa sta succedendo.

L’intervista:

Gaiaitalia.com: Il PD sta esplodendo, c’erano segnali chiari almeno dalla sua fondazione, si può essere più ciechi?

Aurelio Mancuso: La fusione a freddo, che poi Bersani ha tentato con grande caparbietà di trasformare almeno in fusione tiepida, non ha funzionato. Ma più che una divisione tra laici e cattolici quello che sta avvenendo è la clamorosa riproposizione dei rancori tra i vari maggiorenti. Uno spettacolo indecoroso che umilia milioni di elettori e militanti del Pd.

D’Alema tace, pessimo segno…

E’ un tecnica politica vecchia come il mondo. D’Alema non è solito esprimersi mentre è in atto lo scontro, ma prima o dopo. La sua visita a Renzi, ben più di tanti proclami, ha segnato la fine di Bersani e dell’attuale Pd. Solo gli ingenui possono pensare che in quella occasione sia stato siglato un patto. Chi conosce bene le antiche liturgie catto comuniste, sa che si è trattato di un segnale unilaterale dell’ex presidente del Consiglio ai suoi e alla maggioranza che ha sostenuto il segretario. Un liberi tutti, da tempo cercato.

Perché si preferisce chiedere a Napolitano di ricandidarsi piuttosto che votare Rodotà?

Credo che sia una mossa disperata per tenere insieme i pezzi. Una scelta sbagliata, che consegnerà un potere immenso a Napolitano, che già ne ha molto. Il Pd abdica al suo ruolo di partito di maggioranza relativa e si affida al Presidente della Repubblica come vero governante. Rodotà è per un pezzo del Pd indigeribile, troppo laico, libertario, schierato per i diritti civili. E’ da mesi che sostengo la sua elezione, ma sembra che in questo Paese non sia possibile avere una figura così forte come capo dello Stato.

C’è davvero bisogno di tutta questa solidarietà a Rosy Bindi, uno dei peggiori nemici del cambiamento?

L’ho avversata in tutti i modi, rimettendoci a volte le penne, perché aver coraggio di assumersi uno scontro alla luce del sole, significa, quando non hai potere, esser esposto. Ha fatto un passo indietro importante, e gliene rendo atto. Non mi piacciono mai i coccodrilli e soprattutto i furbi che fino a un minuto prima sostenevano un dirigente e poi si accodano agli insulti in rete. Ci vuole coerenza e rispetto.

Questo persistere cocciutamente nel non ascoltare i cittadini, ma davvero si pensa dentro il PD che possa durare?Aurelio Mancuso 01

Il Pd che conoscevamo fino a due giorni fa, non esiste più. Ora bisogna vedere come e se si riuscirà ad uscire da questo disastro. Certo si prospetta un Congresso difficilissimo a concreta possibilità di scissione. Condurrò la mia battaglia fino in fondo e poi vedremo se si potranno trovare vere ragioni di unità o si dovrà prendere atto che una storia è finita.

In Emilia e Romagna ci sono federazioni PD occupate, funzionari autospesi e fibrillazioni tra i cittadini e gli iscritti, tutto questo non dice nulla alla direzione?

La direzione, nel senso di un gruppo dirigente centrale che sia in grado di coordinare il lavoro politico e organizzativo non esiste più. Penso che la prossima fase sarà gestita da una sorta di direttorio straordinario che traghetti il Pd, quel che ne resta, verso il Congresso. Un vero segnale di possibile salvezza sarebbe che molti più militanti ed elettori esprimessero con forza nei prossimi giorni la richiesta che ci sia una Liberazione del Pd dalle attuali correnti e spifferi.

Renzi, di lui cosa dice?

Renzi si gioca ora la partita della sua vita, lo apprezzo per molte cose, e dissento da lui rispetto a molte altre. Non mi piace il suo atteggiamento un po’ arrogante nei momenti cruciali, che secondo me lo rende respingente rispetto a una ampia fascia di elettorato di sinistra. E’ vero anche che nei momenti di passaggio storico, non si va molto per il sottile, quindi, probabilmente è consapevole di esser urticante. Non l’ho sostenuto alle Primarie perché le sue idee non mi convincevano. Ora, se vuole fare il pieno di consensi dovrà proporre una chiara piattaforma. Vedremo.

Cosa potrebbe succedere ora?

Difficile pronunciarsi, ogni ora questo sfascio dentro il Pd riserva tremende sorprese, quindi, non credo siano possibili valutazioni sul futuro.

Chi vincerà il congresso?

Intanto bisogna vedere quando si terrà il Congresso. Secondo me, bisognerebbe indirlo subito, immediatamente dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. Chi saranno i candidati in campo per la segreteria? Si manterranno le Primarie per eleggere il Segretario? Come si svolgeranno i congressi di Circolo e di Federazione? Troppe le incognite. L’unico dato certo è che il pensionamento della vecchia classe dirigente sarà definitivamente siglato. Le correnti attuali sono in via di esplosione con la nascita di nuovi agglomerati.

Come vede il futuro politico del Paese?

Come una lunga transizione politica difficile, che incontra una crisi economica che potrebbe entro questo anno cominciare a lasciar posto a una timida ripresa. Siamo un Paese prostrato, rabbioso, sfiduciato, che obbligherà i partiti, tutti, a ripensare alla loro stessa esistenza. Se nascerà presto un governo, forse si potrebbe esser più ottimisti, ma la prudenza è obbligatoria, anche perché bisogna vedere su quali basi e proposte si reggerà questo nuovo esecutivo.

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