Nel paese dove l’omofobia non esiste, dove giustamente si vuole fare rispettare una legge assurda come quella contro la propaganda dell’omosessualità che impedisce di fatto i Gay Pride, ma di fatto lascia ampissima libertà di interpretazione, tutto questo a favore della protezione dei minori (meglio razzisti, neonazisti, alcoolizzati o violenti, che froci), un attivista gay è stato pestato a sangue e minacciato di morte da un neonazista.
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Il tutto è stato documentato da un video (che potete vedere in home page) e da numerosi giornalisti, ma data l’esistenza dell legge contro la propaganda dell’omosessualità e la poca considerazione che il regime del nuovo zar Putin ha per la stampa non allineata, crediamo che la registrazione video non sortirà grandi risultati, se non quello di denunciare a un’opinione pubblica ferocemente omofoba che un omosessuale è stato pestato e minacciato di morte perché voleva organizzare un Gay Pride.
Tra parentesi, Artem Kalinin, questo il nome dell’attivista aggredito, ha dichiarato che l’essere stato preso a pugni non cambia di una virgola la decisione sua e delle associazioni di organizzare un Gay Pride per i diritti di tutte le persone lgtb russe.
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