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lunedì, Dicembre 6, 2021

Gli “Schizzi di merda digitali che i media riprendono” che Beppe Grillo considera pagati da chi è contro il M5S

Beppe Grillo 00di Giancarlo Grassi

L’uomo è sboccatello, un po’ irriverente, del resto gli artisti son così, un po’ boccaloni, esagerati, volgarotti, come insegna la Commedia dell’Arte, e va bene così. Non è sulla volgarità che vogliamo dire qualcosa, ma sui contenuti.

Per il leader del M5S, grande esperimento politico di successo che può davvero cambiare molte cose, ma non in questa maniera (se poi Grillo pensa di prendersi Roma con le sue grida, allora lo dica, e i votanti sceglieranno), ci sono, riporta Repubblica, “Orde di trolls pagati” che “scrivono migliaia di commenti sul blog che tv e giornali scelgono”, intendendo coloro che scrivono contro di lui e il suo movimento di salvatori della patria.

Berlusconi, dicono i maligni comunisti che popolano le stanze di tutti i giornali italiani, compresi i suoi immaginiamo, dicono che i fans accaniti gridanti e semoventi della manifestazione di sabato scorso fossero pagati dieci euro a testa con metropolitana gratis, che coi sordi se pote.

Se fosse davvero così, se ci fosse denaro disponibile per andare alle manifestazioni o parlar male di Grillo, vorrebbe dire che lavoro ce n’è, così che il vaffanculismo e il berlusconismo non avrebbero più ragione di esistere.

Disgraziatamente o per fortuna le cose stanno diversamente e crediamo si dovrebbe imparare dalle pacate riflessioni offerte dal Presidente della Camera Laura Boldrini a Che Tempo Che Fa, domenica scorsa.

Certo gridare serve di più, anche quando gridiamo incongruenze. Lo sa anche mia figlia che ha quattro anni.

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