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Samuele D, quando la sensualità è raccontata come si deve

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Ho sete di tedi Maximiliano Calvo

Nel nostro lavoro di ricerca e di “arricchimento culturale” e “personale” ci siamo imbattuti nel libro di Samuele D “Ho sete di te”, pubblicato recentemente in e-book. Al di là del libro, sul quale non esprimiamo giudizi, perché non lo facciamo per abitudine, esprimere giudizi vogliam dire, ci sembrava interessante dare voce a un giovane scrittore, abbastanza sfacciato da chiamare le cose con il loro nome e con all’attivo due libri dal contenuto “forte”, e a tematica omosessuale. Ci sembra ancronistico presentare un autore con queste parole, ma in Italia stiamo ancora lì.

L’intervista:

Due libri al tuo attivo, di cui l’ultimo uscito da poco in e-book, ci racconti la genesi dei due romanzi?

In realtà Ho sete di te non è fresco di pubblicazione, era online già l’estate scorsa ma Apple me lo ha rigettato per contenuti non consoni al comune senso del pudore. Almeno così recitava il messaggio di rifiuto. Poco male, ho smorzato qualche tono, edulcorato qualche scena e pochi giorni fa finalmente è approdato anche sull’iBookstore.  Ho sete di te nasce dopo aver letto Soffocare di Chuck Palahniuk, mi ero “affezionato” al protagonista con la sua dipendenza compulsiva dal sesso. Traslando quest’idea al mondo gay, ho pensato a un personaggio che si confessasse senza peli sulla lingua, raccontandosi e mettendosi a nudo dissacrando qualsiasi tabù sul sesso gaio.  Non sono io il Samuele protagonista del romanzo ma mi sono affezionato anche a lui, è il primo personaggio uscito dalla mia penna in tutta la sua umanità e le sue debolezze.  Nero chic è nato un giorno di fine estate quando lessi casualmente su internet di un ragazzo inglese che si ritrova ad affrontare una questione un po’ annosa ogni volta che prende un aereo: al check in lo fermano per un “pacco” sospetto in mezzo alle gambe, in realtà una superdotazione che suo malgrado lo ha fatto diventare famoso. Da lì è nato il mio personaggio, Diop, un gigolò di colore che sfrutterà la dote ricevuta da Madre Natura incappando però in alcune (dis)avventure e incidenti di percorso.

Proponi storie “senza veli” e con un linguaggio esplicito, quante volte ti hanno tacciato di pornografia?

Ho sete di te è andato on air il 7 luglio 2012 e la settimana dopo arrivavano già i primi feedback che gridavano allo scandalo, nonostante un chiaro avviso nella sinossi che mette in guardia i lettori più suscettibili. È il prezzo che si paga quando si scrive chiamando le cose con il loro nome, senza giri di parole o nascondendosi dietro a un dito. Alcune recensioni sono anche divertenti, a quelle gratuite o addirittura fake ci si fa il callo alla lunga.

Come nasce questa voglia di raccontare la sessualità “esplicita” di uomini “nascosti” agli occhi degli altri per poter fare sesso?

Nasce dall’osservazione della realtà e del sottobosco omosessuale della città in cui vivo. Avevo bisogno di protagonisti complessi, ben caratterizzati dal punto di vista psicologico, alle prese con lotte interiori, dubbi, insicurezze e rimorsi. Chi meglio di qualcuno costretto a tenere un profilo basso per non farsi scoprire, a indossare una maschera di giorno e a essere se stesso di notte, per esempio? Nel rendere su carta la storia di insospettabili che non hanno il coraggio o la forza di fare outing per vari motivi, voglio pensare che io possa offrir loro una sorta di dignità letteraria, ritagliando loro uno spazio in una cornice fittizia quando nella vita reale non possono averla.

Quanto di autobiografico proponi?

Davvero poco, di mio infilo un 10% circa in ogni storia per dare un pizzico di autenticità, di “umanità” in più ai personaggi, per il resto prendo spunto e rielaboro quello che osservo.

Pensi che in letteratura ci sia ancora bisogno dell’autobiografico?Nero chic

Di certo male non fa, anzi, non può che arricchire e controbilanciare il genere fiction che ormai è vicino alla saturazione. Non parlo dei romanzi-confessione alla Baldini o dei diari/operazioni commerciali alla Melissa P., ecco, di questi non credo sentiremmo la mancanza.

Ci racconti come nasce Samuele D. scrittore?

Samuele D. è uno pseudonimo che uso per poter dare libero sfogo alla mia passione per scrivere. Cimentarmi nella scrittura è stato un moto legittimo dell’anima, dopo un’adolescenza passata col naso sui libri (non di scuola!). Prima di tutto sono un lettore, nessuno che ambisca a fare della scrittura una professione o un secondo lavoro, può pensare che non sia di fondamentale importanza leggere tanti libri. Samuele D. è nato per caso, avevo qualcosa da dire e i polpastrelli prudevano. Ho cominciato a battere sulla tastiera e pagina dopo pagina, non mi sono più fermato.  All’anagrafe “letteraria” ho solo 8 mesi di vita, ma sto già scrivendo il terzo racconto.

Una valutazione politicamente scorretta sulla situazione delle persone lgtb in Italia, hai voglia di darcela?

In tutti questi anni non sono ancora riuscito a scrollarmi di dosso la sensazione che nell’ambiente viga un pochino troppo la filosofia mors tua vita mea. Vedo troppa superficialità, menefreghismo imperante, infingardaggine d’animo e poca coesione o forza propositiva. Sono stato troppo schietto? (Non lo sei stato per niente, ndr)

Come vedi la situazione della cultura in Italia?

Non la vedo bene, a Roma sono i primi a deprezzarla e svilirla se i primi fondi a essere tagliati sono puntualmente quelli destinati ai beni culturali. Anche le pubblicità “progresso” in televisione non mi convincono, non è con uno spot che si riesce ad avvicinare le persone alla lettura. Soluzioni o sfere di cristallo non ne ho, mi limito a sperare che quell’italiano su 3 che legge solo un libro all’anno si converta al digitale, che sono convinto possa sdoganare definitivamente la lettura, visto che oggigiorno il libro cartaceo – e penso in particolare alle edizioni rilegate – ormai è diventato un lusso.

Romanzi prossimi futuri?

Sto scrivendo il terzo romanzo, ma non posso anticipare niente! Dico solo che come ambientazione “ci” trasferiremo in una prigione negli Usa…

 

Samuele D. ha 33 anni, un diploma scientifico che è finito da anni nel cestino della carta straccia e una carta di identità che recita “in attesa cronica di occupazione”. Gay solitario e un po’ orso, nel tempo libero si diletta a scrivere racconti. Da un anno circa si dedica alla narrativa gaia con discreto successo (“Ho sete di te” ha raggiunto il secondo posto nella classifica bestseller di Amazon nell’estate 2012 e “Nero chic” è primo in classifica di categoria su Itunes da quasi due mesi).

Lo potete trovare su Facebook  (Samuele D Autore) o su Twitter (@Samuele_d) e per essere sempre aggiornati sulle nuove pubblicazioni o sfogliare le anteprime, visitate www.samueled.tk.

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