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Giuseppe Civati: “Vorrei un governo che cambiasse le cose ora e una sfida elettorale che dia stabilità e cambiamento”. Nostra intervista

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 Giuseppe-Civatidi Giancarlo Grassi

Siamo appena usciti dall’agone elettorale che ci ha lasciati come ci ha trovati, senza un governo e -pare- senza possibilità di formarne uno a meno di miracoli di Napolitano, o di cambi di direzione improvvisi del M5S che non sono prevedibili, né -probabilmente- previsti. Abbiamo voluto indagare tra i mal di pancia nel PD, cominciando da Giuseppe Civati, sponente del partito assai attivo sulle reti sociali, che in più occasioni ha manifestato la sua intenzione di candidarsi alla segreteria dei Democratici (lo disse già nel 2012) e che dice quotidianamente la sua su quello che sta succedendo o no.

Non siamo né d’accordo né contro Civati. Abbiamo voluto intervistarlo e nelle sue concisissime risposte in perfetto stile 2.0 abbiamo trovato comunque la conferma di un malessere che non è solo della cittadinanza, ma anche di molti esponenti politici.

L’intervista:

Il post-elezioni ci regala un Bersani che è “arrivato primo, ma non ha vinto”, l’Italia è la patria degli ossimori?

O forse delle realtà irreali, come ho cercato di spiegare in direzione nazionale?

Posto che “arrivare primi senza vincere” fa già ridere come espressione, ora bisogna vincere con i fatti. Lei cosa farebbe? 

L’ho già detto: punterei a un governo a tempo, che abbia un’agenda limitata e forte, e che si rivolga al M5S. Con il Pdl abbiamo già dato…

Il Movimento 5 Stelle, possibile alleato programmatico del Suo partito, sembra essere ben determinato a cambiare il paese… Ma non vuole fare alleanze. Un problema serio…

Vedremo. Vorrei capire dove vogliono andare a parare, perché leggo di molti tecnicismi e politicismi (il migliore è quello della prorogatio) che non mi sarei mai aspettato di trovare tra le modalità d’azione del 5 Stelle.

Farete finalmente, e dopo i capolavori di D’Alema, una legge sul conflitto d’interessi?

Certo. Sempre che ci sia una maggioranza possibile.Giuseppe Civati

E col matrimonio gay come la mettiamo? Il M5S lo vuole, il PD parla di “unioni civili alla tedesca” quando i tedeschi (parliamo dei cittadini) guardano al  matrimonio per tutti…

Sono personalmente favorevole da molto tempo, e l’ho proposto al Pd nei www.referendumpd.it che ora sono diventati praticamente la proposta politica del partito (tenga conto che là dentro c’era già il reddito di cittadinanza, prima che diventasse un cavallo di battaglia di Grillo).

Per rimanere in tema, si doveva proprio mandare la presidente del Suo partito a rispondere a RTL 102.5 sull’argomento, quando era palese che non ne sapeva nulla? 

Sa, spesso sono i giornalisti a chiamare…

(Sguattere senza ritegno ci informarono che fu Bersani a “bucare” l’intervista e la Bindi fu inviata in sostituzione, chiacchiere da lavandaia, of course. ndr)

Tutte queste vecchie facce da gerontocrati di partito che stanno ancora lì, cosa ci stanno a fare?

Secondo me, dalla prossima volta, non ci saranno più.

Ci racconta i maldipancia dentro il PD post-elezioni? 

No, vi prego, no.

Alla rivista RESET (splendido hashtag, complimenti!) Lei ha dichiarato che vuole un’alleanza con il M5S e che si candiderà alla segreteria, Bersani lo date già per morto? 

No, Bersani aveva detto che se avesse vinto le elezioni non avrebbe più fatto il segretario del Pd. E non le ha vinte, ma mi pare che la questione non possa cambiare. 

Convocare un Congresso sarà cosa facile?

Purtroppo no. Dipende dalla data delle elezioni: è possibile che ci siano prima le elezioni del Congresso.

La Sua posizione non è nuova, da tempo la seguiamo e conosciamo il Suo pensiero, che possibilità ha di vincere la corsa alla segreteria PD? 

Non moltissime. Ma le sfide migliori iniziano così.

Con Renzi come la mette? 

Bene, sono curioso di confrontarmi con lui. Non in direzione (#sischerza).

Insomma, “cosa vuole ‘sto Civati”?

Vorrei un governo che cambiasse le cose ora e una sfida elettorale tra qualche mese che dia stabilità e cambiamento. Le due cose non si escludono: per fare il secondo, ci vuole la prima.

 

Civati

Giuseppe Civati, (fonte Wikipedia)noto anche come Pippo (Monza, 4 agosto 1975), è un politico italiano del Partito Democratico. È deputato dal 25 febbraio 2013. È stato consigliere regionale della Lombardia dal 2005 al 2013. E’ membro della direzione nazionale del Partito Democratico dal 2009 e nel 2012 ha annunciato di volersi candidare segretario del PD al prossimo congresso del partito. Civati si è diplomato al Liceo classico Zucchi di Monza. Nel 1998 si è laureato in filosofia e nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università Statale di Milano. Nel 2002 ha conseguito un diploma in “Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento” presso l’Istituto di Studi sul Rinascimento di Firenze. Ha collaborato con la cattedra di Storia della filosofia I dell’Università di Milano, con l’Istituto di Studi sul Rinascimento e con l’Università di Barcellona. Si è occupato prevalentemente di filosofia del Rinascimento e della comprensione filosofica della globalizzazione e dell’identità dell’Occidente.

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