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Di finti diritti e finti matrimoni gay a Cuba

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MarielaCastrodi Paolo M. Minciotti

Un paio di giorni fa abbiamo pubblicato la notizia relativa alle dichiarazioni della figlia e nipote di dittatori Mariela Castro sessuologa e pasionaria dei diritti delle persone lgtb, che comunicava via Twitter che “Cuba è pronta per i matrimoni gay”.

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Dopo la pubblicazione della notizia su Twitter abbiamo ricevuto la sconcertante risposta di un lettore che affermava che quella italiana non si può esattamente chiamare democrazia e che almeno loro (i cubani) hanno il matrimonio gay. Affermazione che merita un approfondimento.

Le parole di Mariela Castro sono pura propaganda, così come le sue azioni; la figlia e nipote di dittatori ha a cuore le (poche) associazioni lgtb ufficiali -cioè legate al partido comunista cubano- e mantiene una guerra senza quartiere contro quelle “dissidenti”, tacciandole di non affidabili e  “controrivoluzionarie”.

La dichiarazione pubblicata nel nostro articolo è dell’11 dicembre, giorno immediatamente successivo al 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, e giornata in cui le autorità cubane hanno messo agli arresti domiciliari un numero imprecisato (ma elevatissimo) di dissidenti per impedire loro di manifestare, e arrestato decine e decine di Dame in Bianco (le mogli dei dissidenti incarcerati dal regime) che non solo sono state arrestate, ma sono state vittima di violenze e pestaggi (ci sono cubani e cubane al soldo del regime che si occupano di schiaffeggiarle e sputare loro in faccia ad ogni loro uscita pubblica, cioè ogni venerdí).

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Le retate di gay, accusati di prostituzione e non di omosessualità, sono frequentissime e avvengono in occasione di feste, spettacoli teatrali, ritrovi in pubbliche piazze o in luoghi considerati di battuage dalle forze dell’ordine della Spa Castro, senza che la Figlia e Nipote di Dittatori favorevole ai “Matrimoni gay a Cuba” muova un dito.

Un matrimonio gay nell’Isola della Propaganda c’è già stato: tra uno dei gay “ufficiali” e cari al Regime (ci sono, ci sono) e una transessuale, che fino a prova contraria non è un gay.

In Italia mangiamo tutti i giorni.

P.V.C.

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