
di Daniele Santi
Corte europea dei Diritti Umani: ricevuti i ricorsi contro l’Italia sul mancato arresto di Almasri
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha comunicato al governo italiano due ricorsi contro l'Italia riguardanti il caso... →
La figlia e nipote di dittatori, sessuologa impegnata a parole nella difesa dei diritti delle minoranze sessuali, fondatrice di associazioni lgtb vicine al regime e strenua oppositrice di quelle libere, quelle che non vogliono il marchio della spa Castro sulle loro iniziative, ha scritto su Twitter che “Cuba è pronta per il matrimonio gay”.
L’esponente della dinastia famigliare che governa un popolo come se si trattasse di un fatto privato ha più faccia tosta che intelligenza, chiunque conosca minimamente la storia della popolazione gay e lesbica cubana sta contorcendosi dalle risate leggendo queste righe. E spieghiamo perché.
Ebola in RDC, MSF: “È corsa contro il tempo, ma non dimentichiamo le altre crisi nella regione”
I team di Medici Senza Frontiere (MSF) stanno lavorando giorno e notte a una risposta d’emergenza su larga... →
La Polizia arresta senza motivo chiunque venga sospettato di essere gay soprattutto in luoghi conosciuti come ritrovi all’aperto o al chiuso di appartenenti alla comunità gay: l’accusa è normalmente quella di prostituzione. A volte, con meno originalità, li si accusa anche di adescare stranieri. Il verbo è “jinetear” meno intenso di “fare marchette”, ma la fame è brutta, diceva il nonno. il libro di Reinaldo Arenas, Prima che sia Notte, racconta un po’ della storia. Consigliamo la lettura.
E’ curioso infine che la Mariela bifronte del regime dei Castro apra ai matrimoni gay su una rete sociale come Twitter dopo che le forze governative cubane hanno posto agli arresti domiciliari centinaia di dissidenti in tutta l’Isola in occasione dellla giornata mondiale dei diritti umani, il 10 dicembre scorso, per impedire loro di manifestare. O dopo che, nello stesso giorno, decine e decine di Dame in Bianco, siano state portate in prigione tra violenze e ceffoni per impedire la loro consueta marcia per il Diritti dei loro mariti dissidenti incarcerati.
