
La Conferenza Episcopale Francese alza la voce nel paese più laico d’Europa contro il presidente della Repubblica François Hollande, reo di avere detto che nel 2013 nel paese saranno approvati i matrimoni ugualitari. Il Vescovo di Lione, tal Philippe Barbarin ha chiesto, quasi se ne avesse il diritto e la forza politica, che ”Si esprima il popolo”.
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Il prete con porpora si è dimenticato che il popolo si è già espresso: ha votato Hollande con più del 50% dei voti (51,7%) e due mesi dopo ha dato la maggioranza assoluta al Partito Socialista Francese. La CEF non solo dimostra una volta di più e come se ce ne fosse bisogno, il suo odio totale contro qualsiasi minoranza e il rifiuto di qualsiasi innovazione, ma anche di essere completamente lontana dalla realtà, considerando regolamentari elezioni politiche come fatti secondari, rispetto alla sua presunta autorità di istituzione medievale, retriva, modernofoba.
Barbarin ha detto che occorre ‘‘pregare per i governanti” affinché seguano la ”voce della coscienza”, cioè le imposizioni che la Chiesa vorrebbe ancora in vigore ”e non quella di un partito”. Ma quello che vede come capo supremo Ratzinger cosa è se non un partito politico mascherato da confessione religiosa?
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