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Fotografia a Venezia

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Fotografia a Venezia in due prestigiose sedi: FOTOGRAFIA DEL GIAPPONE, capolavori 1860-1910 a Palazzo Cavalli Franchetti, di fronte alle Gallerie dell’ Accademia, sino al 1 aprile prossimo, e MARILYN MONROE- leggenda, mito, icona a Palazzo Bembo, sempre sul Canal Grande, a due passi dal ponte di Rialto, sino al 28 Febbraio.

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La mostra di Palazzo Cavalli Franchetti proviene da Lugano ed è un’ampia ricognizione intorno alla fotografia giapponese a cavallo del Novecento, ma anche della vigilia della restaurazione Meiji, attraverso un’ampia scelta da collezioni importanti e di diversi stili, oltre che differenti tematiche. Infatti il percorso espositivo segue tanto un criterio tematico, quanto stilistico ed anche cronologico, quindi un quadro abbastnza ampio e sfaccettato della società nipponica del tempo e del suo gusto. Molta attenzione al paesaggio, come al gusto floreale, agli avvenimenti sociali, alle vedute urbane, all’architettura, l’arte, il sentimento religioso, i mestieri umili, come i ritratti degli attori Kabuki (una scelta ampia ed interessantissima!), ma anche il mondo ”nascosto” dei quartieri di piacere, ed i rituali delle Maiko e delle Tayu ( geisha, di vari livelli, dalle giovanissime apprendiste a quelle bellissime, coltissime, quasi irragiungibili, a riprendere, molti secoli dopo, una tradizione lontana come quella delle Etere greche e, molto più tardi, quella celle Cortigiane letterate veneziane).

A Palazzo Bembo, invece, ed anche qui al piano nobile, si viene accolti da una serie di ritratti fotografici notissimi, e di grandi fotografi dal, sorriso, dallo sguardo, dai capelli d’oro dell’amatissima “Marilìn”, come la chiamavamo negli anni cinquanta: come fosse la ragazza del negozio sottocasa, un’amica sempre sorridente, bella e dolcissima, fragile e capricciosa con cui andare al mare a giocare a palla come fa Jack Lemmon in A QUALCUNO PIACE CALDO, ed a proposito di quel capolavoro, un video di montaggio rimanda immagini da vari films, fra cui appunto quello ed in particolare l’ultima canzone ed il successivo bacio di Tony Curtis ancora travestito da Josephine!. Ma siccome si parla anche di mito ed icona, ecco lo sbizzarrirsi di artisti i più noti a ricrearla, dal presentissimo Andy Wahrol, ovviamane, a tanti altri successivi.

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