di Giovanna Di Rosa
Dunque Carlo Calenda non è adatto a fare il Sindaco di Roma perché non è simpatico? E Virginia Raggi lo è?
Leggi l'articolo →
Coronavirus. Su oltre 12.600 tamponi effettuati 453 i nuovi positivi, di cui 211 asintomatici da screening e contact tracing. I guariti a 27.124 (+79)
Leggi l'articolo →
Stesso simbolo, quello disegnato da Renato Guttuso (con qualche leggerissima variazione nei caratteri della sigla) e stessi animatori dell’iniziativa: quelli che nel post PCI del dopo Bolognina si erano dati da fare fondando Rifondazione Comunista che poi da una scissione aveva dato vita al Partito dei Comunisti Italiani e poi Sel e poi SI e poi e poi… E proprio da Bologna il via alla “rinascita” il 24, 25 e 26 giugno, del “Partito Comunista Italiano”.
Gaudio, giubilo e post trionfali, trionfanti (e soprattutto tronfi) hanno dato il benvenuto all’iniziativa su Facebook. Il nuovo [sic] PCI è naturalmente destinato a fare sfracelli – elettoralmente parlando – ed è facile ipotizzare che almeno l’80% dei voti alle prossime politiche, ammesso che da qui ad allora non avvengano quattro o cinque scissioni, o forse sei (e perché non sette) sarà ad appannaggio del modernissimo Partito Comunista Italiano che (ri)nasce a Bologna in piena estate e se gli va bene darà magari una casa anche a Civati e Fassina, ammesso che i capi partito – che son sempre quelli – accettino le loro auguste presenze.
Bello questo paese dove per guardare avanti si guarda sempre indietro.
(28 maggio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)