di Giovanna Di Rosa
Secondo l’antico adagio che più sono ligi e pii più hanno scheletri nell’armadio, il leader islamista bengalese Motiur Rahman Nizami, 71 anni, è stato riconosciuto colpevole di crimini di guerra per assassinii e violenze perpetrate durante la guerra d’indipendenza del bangladesh dal Pakistan nel 1971.
Maltempo, “Roma ha subito danni per oltre 243 milioni di euro”
Leggi l'articolo →La Corte ha condannato a morte per impiccagione Nizami, leader di Jamaat-e-Islami, il più forte partito islamico del Paese, per avere orchestrato l’assassinio di professori, scrittori e medici durante il conflitto e per essere alla testa della brigate al-Badr colpevoli di numerosi crimini d’odio. La Corte ha inoltre osservato che Nizami non ha compreso gli insegnamenti del Corano pur essendo stato uno studente Islamico.
Nel mondo post pandemico dove i fini non giustificano più i mezzi e le illusioni cognitive ci rendono inadeguati
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(29 ottobre 2014)
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