Oggi sembra che per stare al passo bisogna fare tutto insieme. Si lavora e intanto si controlla il telefono, si guida e si ascolta un podcast, si guarda una serie e si risponde ai messaggi. Alla fine si ha la sensazione di aver fatto un sacco di cose, è come se non sprecare tempo fosse diventato l’obiettivo principale.
Forse le cose però non stanno proprio così. Perché fare tante attività nello stesso momento non vuol dire farle bene. Anzi, spesso si fa tutto un po’ a metà e alla fine non si è davvero presenti in niente.
Sempre di corsa
Il bisogno di fare tutto insieme è una risposta a quello che ci circonda. Sembra che si debba essere sempre produttivi e impegnati. Il tempo non basta mai e allora si riempie ogni attimo. Persino le pause oggi vengono “sfruttate” per fare qualcos’altro.
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Leggi l'articolo →La giornata diventa una fila di piccoli spazi da occupare, uno dopo l’altro, senza lasciare dei vuoti. Non è solo una questione di organizzazione ma è un modo di pensare che spinge a non fermarsi mai, ad evitare qualsiasi forma di inattività.
L’attenzione si disperde
È risaputo che il cervello non è fatto per fare più cose complicate insieme. In realtà, quando si pensa di fare multitasking, si passa in continuazione da una cosa all’altra e questo alla lunga stanca.
Ci si sente più frastornati e si ha l’impressione di non aver combinato niente di buono. In pratica, si fanno un sacco di cose ma si è sempre meno soddisfatti. Con il passare del tempo, questa frenesia inoltre finisce per logorare, causando stress e difficoltà a stare fermi.
Quando è colpa del sistema
Non è solo una questione personale ma culturale. Si vive in un sistema che premia chi è veloce, chi risponde subito e chi è sempre reperibile. Anche il modo in cui vediamo la realtà rischia di subire lo stesso meccanismo. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento sull’informazione televisiva e su come a volte venga costruita una realtà un po’ distorta. Lì si mette in luce come il racconto delle notizie ed il modo in cui vengono messe in scena, possano influenzare quello che la gente capisce.
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Leggi l'articolo →La tecnologia ha amplificato questa dinamica, rendendo possibile essere connessi in ogni momento. I confini tra lavoro, tempo libero e vita privata si sono progressivamente ridotti. Di conseguenza, è cambiato anche il modo di vivere l’intrattenimento, che tende a diventare sempre più rapido e frammentato.
Oggi si cercano esperienze brevi, facilmente accessibili e compatibili con tempi ridotti: video rapidi sulle piattaforme social, podcast da ascoltare durante gli spostamenti, partite veloci ai videogiochi mobile o contenuti in streaming fruiti a intermittenza. Anche il mondo del gaming si è adattato a queste abitudini, proponendo modalità sempre più immediate e flessibili. In questo scenario rientrano diverse forme di intrattenimento digitale pensate per sessioni brevi, tra cui anche le slot disponibili online, progettate per essere utilizzate in momenti limitati e senza richiedere particolare continuità.
Fermarsi un attimo
Viene da chiedersi se è davvero necessario fare tutto insieme o se si sta perdendo qualcosa. Forse riprendere il valore della concentrazione potrebbe aiutare a trovare un maggiore equilibrio. Fare una cosa per volta e concedersi delle pause vere, lasciando spazio anche al non fare niente. Alla fine non conta quanto si fa ma come lo si fa.
(26 marzo 2026)
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