di DanieleSanti
Dunque questo viene eletto, la sua popolarità precipita, non fa nulla di ciò che ha promesso, il suo elettorato sta peggio di prima ma lui conta su Truth il suo social personale che dovrebbe chiamarsi false e rivendica un popolarità personale tra il 50 e il 60% (dato che statisticamente fa ridere).
In realtà le cose starebbero diversamente con un indice di gradimento medio di Trump stimato tra il 38% e il 43% come confermato da molti sondaggi come Gallup e Nate Silver, che rilevano un disappunto intorno al 58-60%. Tutte cose che valgono bene un attacco da qualche parte, in perfetto stile USA.
Se si considera che prima dell’operazione contro Maduro, la popolarità di Trump era ai minimi storici, tra bugie, commenti boccalini, l’avere bloccato otto guerre (Trump non ha bloccato nessuno guerra e non riesce nemmeno a fermare Putin o Netanyahu), per non parlare delle preoccupazioni economiche. Dentro questo scenario, all’interno del quale la base elettorale MAGA gongola incapace non solo di farsi i conti in tasca, ma di prevedere gli effetti futuri di quest’azione dissennata, a Trump serviva un’azione come quella messa in campo il 3 gennaio, basata su accuse di terrorismo mai provate e di sostegno ai narcotrafficanti (mai provate nemmeno quelle).
Considerando la radicata presenza di fenomeni mafiosi, di narcotraffico e parrebbe di traffico di armi con organizzazioni terroristiche da parte delle varie mafie italiche, con la presenza delle forze americane così radicate sul territorio italiano grazie alle basi NATO, se Trump si svegliasse una mattina e decidesse di fare dell’Italia il 51° o 52° stato dell’Unione, grazie anche a un compiacentissimo governo, lo potrebbe fare in un battibaleno.
Dopo l’attacco al Venezuela, di fronte a giustificazioni giuridiche ed accuse così poco chiare, mai provate, sulla cui certezza aleggia più di un dubbio, e di fronte al delirio di onnipotenza di un boccalone miliardario che non sa quello che dice e sempre più chiaramente non sa quello che fa, un po’ di allegra fantapolitica non fa certo male.
Questo senza pretendere di volere difendere l’ex taxista Nicolas Maduro, dittatore mai eletto, ma designato, che nei suoi anni di potere assoluto ha regnato (esattamente come pretende di fare Trump), ucciso, incarcerato, torturato, truccato elezioni, cambiato la Costituzione a suo favore (proprio come Putin) rimanendo saldo al potere anche quando i risultati elettorali gli erano sfavorevoli. Certo lui non ha assaltato Capital Hill, ma ha graziato i suoi scagnozzi proprio come ha fatto colui che oggi lo rapisce, deporta, trasferisce negli USA e lì lo processerà. Quando si dice la natura del potere…
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(4 gennaio 2025)
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