di P.M.M.
Ripartiamo dai titoli della corazzata Mediaset che parlavano di “disgelo” tra il Quirinale e Palazzo Chigi, dimenticando di raccontare tutto quello che era accaduto nei due giorni precedenti. Perché l’informazione ad uso Rsa ha bisogno di semplificare e il semplificare permette di scambiare per bugie tutto quello che invece approfondisce.
Grande strategia.
Ma poi finisce perché i giovani, ad esempio, che in Rsa ancora non ci sono, a certe giravolte non credono più.
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Leggi l'articolo →Poi si legge Repubblica che racconta altro: “… avevamo apprezzato la scelta di chiedere un incontro, pensavamo che l’intenzione fosse di voltare pagina, ma con questo atteggiamento Palazzo Chigi dimostra di non voler chiudere il caso. Linguaggio diplomatico che cela un sospetto ancora più allarmante: il governo dimostra ancora, dopo gli attacchi dell’altro ieri, di voler muovere guerra al Colle. È a questo punto, quando su Roma è appena sceso il buio, che l’esecutivo innesca la retromarcia: caso chiuso, mettono nero su bianco i due capigruppo di Fratelli d’Italia (uno è proprio Bignami) e stima immutata per il presidente“.
Le indiscrezioni sulla volontà di Meloni di succedere al presidente Mattarella, riportate da molti quotidiani, vedono i sospetti di Matteo Renzi in primo piano. L’ex presidente del Consiglio, ora leader di Italia Viva con la grande intuizione di Casa Riformista, ha affidato il suo pensiero al post su X che riportiamo di seguito.
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Leggi l'articolo →Matteo Renzi potrà non essere simpatico, potrà infastidire con i suoi toni e le sue battute, con quella sua aria da professorino-so-tutto-io, come si sente dire nei bar da quelli che sanno tutto proprio perché non sanno quello che dicono, ma la politica la vede, la conosce, la intepreta. E nel suo post su X chiarisce il suo pensiero. Che sembra un vaticinio.
E si torna a Repubblica e al suo ricordare che “Quando Meloni precisa, spiega e circoscrive l’attacco di Bignami al consigliere, Mattarella prende atto. E però (…) il presidente risponde anche che quell’articolo della La Verità  era chiaramente contro il capo dello Stato. E che dunque cavalcarlo, come ha fatto il capogruppo del partito di maggioranza relativa, significava e significa ancora attaccare la presidenza. No, replica la leader, Garofani è stato citato per sostenere l’opposto, e cioè che il bersaglio è soltanto il consigliere”.
Se non fosse che l’articolo citato titolava chiarissimamente che il Colle complottava per far cadere Meloni prima della scadenza naturale della legislatura. Ma il caso che non esisteva perché l’avevano montato loro è, e anche questo lo hanno deciso loro, chiuso. Vediamo tra quanto ne apriranno un altro.
Perché vedete, avevano promesso più sicurezza e la gente si ammazza per strada, si accoltella, le madri uccidono i loro figli, e dal governo silenzio; avevano promesso meno tasse e la pressione fiscale è la più alta di sempre (42,8%); avevano promesso lavoro e lavoro ce n’è sempre meno; avevano promesso ripresa e l’Italia cresce a zero virgola zero e se non ci fosse il PNRR sarebbe in recessione; si erano venduti come i signori di tutto il benessere possibile e persino Le Figaro (difficile immaginare un quotidiano più conservatore) ha smesso di crederci; avevano promesso tutto e hanno fatto e continuano a fare il contrario di quello che hanno promesso.
E proprio grazie a quello che non hanno fatto vanno in televisione coi loro emissari a raccontare l’incredibile, cercando di rendere vero l’impossibile e vendendo il 31,4% di FdI come un trionfo (senza spiegare che sono voti che il suo partito toglie ai suoi alleati) con l’alleanza del network trasversale noto come Telemeloni che va da Rai1 a Rete4 senza contare le i network radiofonici nazionali.
Vogliono tutto e se lo vogliono prendere non importa come. Tocca dar ragione a Renzi.
(20 novembre 2025)
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