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Giorgetti: “Chiederemo sacrifici a tutti”. La borsa perde oltre l’1% e i miracoli da campagne elettorali possono attendere

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di Daniele Santi

Ci sono circostanze in cui la frase “noi l’avevamo detto” sarebbe estremamente fuori luogo, dunque nessuno la pronuncerà anche perché basta ciò che ha detto Giorgetti a proposito dei “sacrifici” per tutti, dimostra a quanto poco servano le parole al vento – come quelle da campagne elettorali (due di seguito, quasi un record. Certo le panzane seriali di Berlusconi  buonanima sono irraggiungibili).

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Ecco così il governo di tutti i miracoli, di tutte le soluzioni, che avrebbe regalato tutti i benesseri, tutte le autonomie e le sanità possibili, che avrebbe dato soluzioni a tutte le migrazioni, creato ponti sugli stretti (e sugli slarghi), cancellato il reddito di cittadinanza e rovinato la vita alle famiglie arcobaleno e ai loro figli – le uniche due promesse mantenute – arrampicarsi sulle tasse come un PD qualsiasi. Un’onta insopportabile per nostra Signora di tutte le soluzioni, che è anche un po’ vostra madre, oltre che presidente del Consiglio e Regina d’Europa leggermente autoproclamata.

Naturalmente entro breve, forse questione di ore, verranno trovati i colpevoli di una simile débacle: presumibilmente l’Unione Europea e i sindacati, CGIL in testa, non necessariamente in quest’ordine. Giorgetti è scatenato. Si chiedono “sacrifici per tutti” – staremo a vedere cosa intendono per tutti – perché “l’articolo 53 della Costituzione” prevede “che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Come cambiano velocemente anche coloro che con la Costituzione c’avrebbero fatto sappiamo cosa, figurarsi poi con la bandiera italiana. Perché oggi tocca a loro essere “impegnati in un percorso particolarmente esigente di rientro”. Secondo Giorgetti l’Italia rientrerà “sotto il 3% in termini deficit nel 2026, mentre altri come la Francia lo faranno nel 2029”.

Da quando si voglia prendere come termine di paragone la Francia non è dato sapere, ma in mancanza dei miracoli promessi qualcuno deve pur arrampicarsi sugli specchi dicendo n’importe quoi.

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La Borsa di Milano in un afflato di gioia perde l’1,3% in pochi minuti dopo l’annuncio giorgettiano, ma anche questo deve essere colpa del PD o della cattiveria della gente che in pieno delirio reginicida chiamava adirittura la presidente del Consiglio futura Regina d’Italia “pesciarola”, cosa che non fa onore né alla gente, né alla presidente del Consiglio né, lasciatecelo dire, ai regnanti futuri.

Giorgetti usa un linguaggio gentile e chiama quella che per il suo governo è proprio una storiaccia, “chiamata di contribuzione per tutti, non solamente per le banche” (non si sa mai che Forza Italia non si incazzi troppo) “ma ragionata e razionale” tassando, ha rimarcato il Ministro, “i giusti profitti, gli utili determinati in modo corretto”.
Tanto equilibrio tra le fauci leghiste fa persino paura. Non la vediamo bene.

 

 

(3 ottobre 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 


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