di Ennio Trinelli

E così Telemeloni vive e sgambetta con noi. Una regia puntualissima è riuscita, con uno scandaletto di cui non conosceremo mai le reali dinamiche, a fare saltare in aria Ranucci, impossessarsi di Report e a costruire il fortino dal quale preparare inchieste che possano arrivare direttamente in faccia alle opposizioni in vista delle elezioni del 2027. Se solo impiegassero l’1% delle energie che impiegano a creare nebbia nel cambiare le sorti del paese, l’Italia diventerebbe una super-potenza. Fortunatamente non sono particolarmente abili nel maneggiare il boomerang, va detto che non sono particolarmente abili e punto se non nel creare depistaggi, distrazioni e propaganda, e ci sarebbe da giurarci sul ritorno del boomerang da dietro, e vai di badabùm…
Oltre alle dimissioni di un’intera redazione – si immaginano eserciti di genuflessi pronti a lavorarci dentro financo gratis pur di esserci, oltre ai due nuovi conduttori che non ho avuto il piacere di conoscere e non conoscerò dopo perché non seguivo Report prima e non lo seguirò ora (e anche su come lo maneggiava Ranucci avrei da dire la mia, ma la tengo per me) – ci si prepara a spettacoli ad alta tensione: Ranucci minaccia cause, i suoi avvocati parlano di decisione illegittima, ma questi della legittimità si interessano poco. Contano i fatti. E i fatti dicevano via Ranucci dietro sottili suggerimenti di Salvini, via Ranucci con il plauso di La Russa, e dicono via Ranucci dai vertici Rai che annunciano che non si torna indietro. Uno spettacolo indecoroso, da qualsiasi prospettiva lo si guardi, l’ennesimo spettacolo indecoroso offerto da politica e da chi ci ruota attorno.
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Si consuma così, ed è solo l’inizio, un altro attacco trasversale a tutta l’informazione che non è prona al governo in carica attraverso la colonizzazione del programma d’inchiesta di punta della televisione di stato, una media di ascolti nelle ultime tre stagioni televisive (2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026) attestatasi su una media costante tra gli 1,5 e gli 1,7 milioni di spettatori, mantenendo uno share compreso tra l’8% e il 9% complessivo, con introiti pubblicati stimati tra i 3,5 e i 5 milioni di euro a stagione: sono i numeri a raccontare un’ennesima scelta unilaterale suicida a danno della tv di Stato, e immaginate a favore di chi?, che difficilmente si può credere indipendente dalla volontà della presidente del Consiglio.
Avanti tutta con la sempre meno libera informazione in sempre meno libero stato. Le elezioni sono alle porte, mica vorremo farci scappare l’occasione di non avere voci contrarie, no? Che Ranucci sia stato vittima di un attacco che poteva costargli la vita non importa nulla a nessuno. Bisogna essere pragmatici e in qualche modo, quando sei vittima, sei comunque implicato. Ergo, in un paese di forcaioli, colpevole di qualcosa. Anche se di cosa non lo sapremo mai.
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(30 agosto 2026)
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