Siccome l’economia e il benessere degli Italiani sono una cosa seria, soprattutto se sono gli italiani che hanno votato il governo in carica, la maggioranza augustissima formata da FdI, FI, Lega e Noi Modenati, starebbe lavorando a modifiche della legge elettorale che non hanno ancora votato, dietro ancor più augusto impulso di Palazzo Chigi affinché si apportino modifiche alla legge elettorale che loro stessi hanno voluto, introducendo un ballottaggio [sic] spinti dalla convinzione che l’ex-generale, ora onorevole, Vannacci possa fare loro uno sgambetto. Siamo già alle modifiche prima ancora dell’approvazione definitiva, non sono geniali?
Risulta evidente da quanto scriviamo che l’obbiettivo della maggioranza non è vincere le elezioni a tutti i costi per restare al potere, ma lavorare per il bene del popolo. Per questo, in nome del popolo, cambiano una legge elettorale non ancora approvata, perché quando il genio c’è bisogna mostrarlo.
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Succederebbe infatti che il Vannacci impedirebbe, rubando voti di qua e di là (gli astenuti non si spostano dal loro essere astenuti e Vannacci cresce sui corpi di fratelli e sorelle d’Italia e dei leghisti) il raggiungimento della soglia del 42% per l’ottenimento del premio di maggioranza e quindi dell’autarchia servita e condita. Insomma le signore e i signori della maggioranza, con una bronza che mezza basterebbe, si starebbero confezionando la legge elettorale su misura come ci si cuce addosso un nuovo abito sperando, spesso contro ogni speranza, di migliorare il proprio aspetto: si tratta dell’ennesima genialata nota come ballottaggio di coalizione. Come funziona? Male come tutto il resto partorito da questi signori, ma nel dettaglio funziona così: se al primo turno nessuna coalizione (o lista) raggiunge la determinata percentuale di voti del 42%, non scatta il premio di maggioranza automatico che garantisce il 55% dei seggi dunque si rende necessario una nuova giravolta: cioè si va al secondo turno, ma tra coalizioni. Le due che hanno ottenuto più voti complessivi. Naturalmente per il secondo turno sarebbero proibiti gli apparentamenti cioè lo stringere nuove alleanze ufficiali o integrare altre liste, costringendo gli elettori del candidato escluso a scegliere una delle due opzioni rimaste o ad astenersi.
Tutto questo non nasce da una spaventosa necessità di rimanere al potere a qualsiasi costo, ma dall’eccesso d’amore per il popolo che non potrebbe sopravvivere al dolore di vedere una simile classe politica, l’attuale maggioranza, la stessa che si occupa di tutto fuorché di fare funzionare l’Italia, è riuscita a non fare niente per il paese del popolo e in nome del popolo (una netta minoranza) che l’hanno votata. Dunque pare proprio che la famosa boutade della nuova legge elettorale concepita per dare stabilità al paese nell’interesse degli italiani solo quello rimarrà: una boutade. Vogliono mantenere il potere. Ad ogni costo, a quanto pare.
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(30 agosto 2026)
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