Vannacci ha messo in programma e in parole il famoso “sono una donna, sono una madre, non me lo toglierete” di meloniana memoria. Non ha cambiato nulla del concetto già espresso, di fatto, ha soltanto usato parole volutamente da bar, volgarotte, semplici, dove non c’è spazio per i doppi sensi, riferendosi a genderismi-omosessualismi, unioni civili, aborto come alcuni tra i grandi mali contro i quali il vannaccismo d’arrembaggio si scaglierà una volta conquistato il potere. Non poteva naturalmente mancare la pennellata populista rappresentata da un mutuo tricolore, al terzo figlio, e dalle pensioni a 750 euro (come vedete è tutto riciclato, male e peggio, dalle precedenti prese in giro delle destre agli elettori. Roba che non si può proporre, venduta come la novità assoluta).
L’ex-generale si impossessa così della cronaca politica da spiaggia e lancia il suo programma elettorale: l’aborto non è un diritto (c’è poco da stupirsi, la ministra Rocella non diceva poi cose così diverse), basta gay in tv, unioni civili da cancellare e via all’educazione militare nelle scuole. Manca il “Cchiù pilu pe’ tutti”, ma sta nelle virgole, ed è la visione del futuro secondo la creatura di Matteo Salvini, in buona parte pensate e scritte – scrive il Corriere – da Lorenzo Gasperini, professore di filosofia, 34 anni, già consigliere comunale della Lega a Cecina e oggi elevato a guru del generale in pensione. E in tivu una fascia protetta dalle 6 alle 23, dove a prova di ismi, si evitino tutte le perversioni sessuali (e dalle 23 si torna all’onanismo da porno?). Tutto accompagnato da sanzioni severissime che potrebbero arrivare fino alla sospensione delle licenze di trasmissione. Si aspettano reazioni da Antonio Tajani dopo opportuna dettatura di Marina Berlusconi mentre ci sono ragioni per credere che FdI e Lega di Salvini nonostante quello che dicono di ufficiale, all’accordicchio ci stiano pensando.
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