Lacrimogeni, polizia, esercito, forze dell’ordine in massima all’erta a contrastare la calata di centinaia di potenziali migranti alla frontiera con Ceuta, marocchini ma soprattutto subsahariani, che ingannati dall’ennesimo tam-tam falso via social erano arrivati con il miraggio di documenti facili. Lacrimogeni, cariche e arresti di 61 persone che hanno lanciato l’adunata di migranti via social con l’intento di forzare la frontiera tra Marocco e l’exclave spagnola. Il quotidiano El País parla di 111 migranti intercettati, 61 arresti (ne parlavamo più sopra) e 249 persone arrivate per tentare il grande salto. I migranti sono stati fatti salure su autobus e dirottate verso altre parti del Marocco, come la città di Uarzazate, a più di 800 chilometri dalla frontiera spagnola.
Continuano frattanto dopo i fatti del 30 e 31 luglio scorso, le tensioni tra Rabat e La Spagna. Il Marocco ha espulso giornalisti di TVE e dell’agenzia EFE che stavano coprendo a Fnideq (Castillejos) una carica della polizia e delle forze antidisturbo contro cittadini che cercavano di attraversare la frontiera. Utilizzati anche elicotteri. Durante la calata dei 60mila della fine di luglio 141 persone persero la vita.
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A Melilla, il passo frontaliero di Beni Ansar è rimasto invece molto tranquillo, soprattutto se confrontato con la situazione che si verfiicava negli anni scorsi in questi stessi giorni, con la sala di controllo dei passaporti completamente vuota e la Polizia che conferma una situazione che definisce “inusuale”.
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(15 agosto 2026)
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