Roma
cielo coperto
22.4 ° C
23.3 °
21.1 °
74%
1.8m/s
98%
Mer
22 °
Gio
23 °
Ven
21 °
Sab
21 °
Dom
22 °

POLITICA

Google News
Aggiungi Gaiaitalia.com Notizie tra le tue Fonti Preferite su Google
Per vederci sempre in prima pagina, clicca il bottone e spunta la casella di Gaiaitalia.
G
Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeCopertina7 Ottobre

7 Ottobre

Pubblicità
SEGUI GAIAITALIA.COM SU
Testo:


di Marco Maria Freddi
Marco Maria Freddi

Il 7 ottobre è stato un massacro di civili e la risposta del governo Netanyahu è stata una devastazione senza giustificazione. Chi non ha il coraggio di dire insieme queste due cose usa i morti come armi, esattamente ciò che scrivevo giorni fa.
Tre anni fa Hamas irruppe nel sud di Israele e uccise circa milleduecento persone, giovani, in gran parte civili, nelle case, nei kibbutz, in un festival di musica dove si ballava all’alba. Ne rapì più di duecentocinquanta. Non esiste lettura della storia in cui questo diventi una reazione comprensibile o un atto di resistenza. È una strage terroristica, e va ricordata ogni anno con la fermezza che riserviamo a ogni altra.

Ma ricordarla non può diventare un lasciapassare. Quella strage fu la causa della guerra a Gaza, non la sua giustificazione. La Corte penale internazionale ha emesso nel 2024 mandati d’arresto per Netanyahu e per l’allora ministro della Difesa Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità, accuse che entrambi respingono. Io dico di più. Quella reazione è stata sproporzionata, criminale, priva di ogni giustificazione, e ha tradito i principi su cui si reggono le democrazie liberali. A pagare sono stati i civili di Gaza. A guadagnarci è stata una coalizione di governo che da quella guerra ha ricavato sopravvivenza politica.

LEGGI ANCHE

Stop accise. Il diesel, anche quello Eni, aumenta di 6 centesimi a 2,25 al litro: o del lavorare un tanto al braccio

Non era vero niente. No, non ci si riferisce al video amatoriale con il quale Meloni fingeva di scagliarsi... →

Ed è qui che la questione ci riguarda da vicino. Conosco compagni prontissimi a rilanciare ogni notizia, vera o verosimile, che inchiodi Israele e gli ebrei alle loro responsabilità, e che del 7 ottobre tacciono. Ho visto pochi messaggi in memoria delle vittime. È un’impressione mia e non un censimento, ma pesa, perché chi denuncia con ragione l’uso politico dei morti non può contare soltanto quelli della parte che sente vicina. Il silenzio selettivo non è neutralità. È una gerarchia delle vittime.

C’è poi un punto ancora più scomodo. Una parte del movimento pacifista, quella che chiamo i compagni parte del problema, quando parla di Israele finisce per parlare degli ebrei, e quando si parla di antisemitismo si volta ipocritamente e ideologicamente dall’altra parte. Altri, nello stesso movimento, lo combattono con coerenza e sarebbe ingiusto confonderli. Ma il meccanismo esiste e va nominato. Hamas non è il popolo palestinese. Gli ebrei non sono il governo Netanyahu. Israele, sionismo e Shoah non sono sinonimi, e chi li fonde in un unico bersaglio fa antisemitismo, anche quando giura di combatterlo. Per questo lo dico ai leoni da tastiera alla ricerca di ogni più piccola notizia anti ebrea, a chi continua a bruciare bandiere israeliane o a inneggiare ad Hamas. Così la pace non si costruisce, si allontana. Tacere, diventare complici di una piazza che celebra chi ha ucciso dei ragazzi a un festival, significa smettere di parlare di Gaza e cominciare a parlare solo di sé, della propria battaglia ideologica. E chi alimenta questa logica non è parte della soluzione e non potrà mai esserlo.

La pace non può essere costruita da chi ha bisogno di un nemico assoluto, di una vittima da cancellare o di un carnefice da giustificare. Chi ha davvero a cuore i palestinesi deve condannare Hamas e pretendere che il governo israeliano fermi la devastazione, senza scegliere uno dei due. Perché essere contro la guerra significa anche rifiutare tutto ciò che la alimenta, da qualunque parte provenga.

LEGGI ANCHE

La voce di Meloni registrata come marchio sonoro presso l’EUIPO

di Giovanna Di Rosa Il 5 ottobre 2026, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha registrato ufficialmente la... →

Siamo disposti a pretendere dalla nostra parte la stessa coerenza che chiediamo agli altri?

Io sto con ogni vittima e contro ogni carnefice, perché il mio socialismo libertario nasce dalla dignità di ogni persona e non dal colore della bandiera che porta. La pace non appartiene a chi sceglie quale vittima meriti di essere pianta. Appartiene a chi ha il coraggio di riconoscere la dignità di tutte.

 

 

(7 ottobre 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 




Iscrivetevi alle Newsletter di Gaiaitalia.com Notizie

Torino
cielo coperto
10.8 ° C
12.4 °
10.4 °
94%
0.5m/s
98%
Mer
14 °
Gio
19 °
Ven
15 °
Sab
15 °
Dom
14 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE