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L’UCOII esprime profonda solidarietà al Patriarca Pizzaballa. “Impedire la preghiera è una ferita per tutta l’umanità”

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L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) esprime profonda indignazione e piena solidarietà al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e al Custode dei Luoghi Sacri in Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ai quali la polizia israeliana ha impedito stamattina di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme.

È la prima volta da secoli che ai massimi rappresentanti della Chiesa Cattolica in Terra Santa viene negato l’accesso al più sacro dei luoghi di culto cristiani. Un atto grave e senza precedenti, che il Patriarcato Latino ha giustamente definito “una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata” e “un’estrema violazione dei principi fondamentali di libertà di culto e rispetto dello Status Quo”.

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“Siamo profondamente vicini ai nostri fratelli e sorelle del mondo cristiano in questo momento di dolore”, dichiara il Presidente UCOII Yassine Baradai. “Quanto accaduto oggi al Santo Sepolcro ci ferisce come ferisce ogni credente, di qualunque fede. Gerusalemme è la città dove le nostre tradizioni spirituali si incontrano, e quando si impedisce a un uomo di fede di pregare in un luogo sacro, è la dignità di tutta l’umanità ad essere calpestata. Noi musulmani viviamo questa stessa sofferenza alla Moschea di Al-Aqsa, dove da anni i fedeli subiscono restrizioni e violazioni del diritto al culto. È un dolore che ci unisce, e per il quale facciamo appello comune alla comunità internazionale: la difesa della libertà religiosa a Gerusalemme è una causa che ci vede insieme”.

L’UCOII si unisce alla voce di Papa Leone XIV, che proprio oggi nell’omelia della Domenica delle Palme ha dichiarato: “Siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi”.

L’UCOII chiede alla comunità internazionale di:

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  • Condannare fermamente ogni restrizione alla libertà di culto a Gerusalemme, che colpisca cristiani, musulmani o fedeli di qualunque confessione;
  • Esigere il ripristino immediato del libero accesso ai Luoghi Santi per tutti i fedeli e i loro rappresentanti religiosi;
  • Agire concretamente per la protezione dello Status Quo dei Luoghi Santi, patrimonio dell’intera umanità.

La nota stampa inviata in redazione è pubblicata integramente.

 

 

 

(29 marzo 2026)

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