di Marco Biondi
Vorrei commentare un paio di notizie che hanno avuto molta eco negli ultimi giorni e che, a mio avviso, sono ben correlate tra di loro.
La prima “notizia” che è rimbalzata sui media nazionali e in rete con intensità fragorosa è la vergognosa figura che il direttore di Rai Sport, l’anonimo Paolo Petrecca, ha regalato alla Rai, scegliendo di fare, in proprio, la telecronaca dell’inaugurazione delle Olimpiadi inverali di Milano Cortina.
Evito di riprendere i dettagli delle innumerevoli gaffe, degli errori, degli scambi di persona e degli strafalcioni dei quali abbiamo abbondantemente letto tutti, ma scelgo, invece, la vergognosa scelta di oscurare uno degli artisti che hanno impreziosito la manifestazione, il cantante Ghali. La notizia la potete trovare qui www.gaiaitalia.com – la Rai censura-ghali. E come mai, direte voi – così come direbbe qualsiasi cittadino dotato di normale intelligenza, tutti gli ospiti sono stati regolarmente inquadrati, mentre invece questo no? Per una ragione semplicissima: perché lui è ”contro”, come giustamente racconta l’articolo. Lui è tunisino e, nel passato, ha espresso “opinioni” che, diciamo, non sono conformi al pensiero dominante di questa maggioranza politica. Quindi lui si è limitato a cantare – così come gli era stato imposto – ma il fedele commentatore non l’ha nemmeno nominato, così come, la fedele regia, ha accuratamente evitato primi piani o riprese ravvicinate. È stato semplicemente confuso con ballerini e ballerine.
Censura? Forse, ma ne parliamo dopo aver commentato la seconda notizia.
Una sola considerazione prima di passare al prossimo argomento: se le persone “gradite” all’attuale maggioranza hanno lo spessore del misero Petrecca, non farebbero più bella figura a tenerle nascoste, magari ben remunerate, ma dietro una scrivania, invece di esporle al pubblico ludibrio?
Eccomi arrivato alla seconda notizia, che riguarda sempre mamma Rai. Si è parlato a più non posso, del “passo indietro” che ha fatto il presunto comico Pucci il quale, annunciato come co-conduttore del prossimo Festival di Sanremo, ha pensato bene di rinunciare, dopo essere stato travolto da una infinità di reazioni avverse relative alla sua partecipazione. E da cosa sono state generate queste critiche? Chi lo conosce, si dice, ha molta poca stima delle sue capacità. Lo disegnano volgare, puerile, maschilista, omofobo. E se lo dicono loro, “il pubblico” non ho motivo per dubitarne. Io, personalmente, non lo conosco e non sono in grado di giudicarne lo spessore professionale.
Una volta la campagna elettorale durava un mese… #iolapensocosì
Leggi l'articolo →E allora, direte voi, perché l’avevano invitato? Perché, sempre le solite malelingue, dicono sia “vicino” al pensiero politico attualmente dominante – in quanto maggioranza di governo.
Ora, uno dice, ma se Ghali viene oscurato non è censura, ma se Pucci viene criticato si? Ma, al di là di questo, di Ghali ne ha parlato il pubblico, di Pucci, addirittura la Premier Giorgia Meloni. E qui, l’arguto articolo pubblicato da Gaiaitaliapuntocom che racconta un po’ tutta la storia, soprattutto si domanda perché ci sia stato tutto questo interesse. E perché si è scomodata la Premier, gridando alla incapacità della sinistra di accettare professionisti che non appartengono alla loro area politica? La logica conclusione alla quale siamo arrivati e che trovate nell’articolo è che, forse, la Premier avrebbe qualcosa di più importante di cui occuparsi che non di un simil comico di scarsa categoria che rinuncia a partecipare al Festival di Sanremo. Ecco qui l’articolo che condivido pienamente: www.gaiaitalia.com – Perché si parla di un comico e non dei problemi del Paese?
Arriviamo quindi alle conclusioni: la Rai è lottizzata. Ma questo lo sapevamo da tempo e non c’era nessuna speranza che questa maggioranza potessi porre rimedio. Anzi, sembra proprio che non si siano fatti scappare nemmeno il più piccolo seggiolino e che abbiano così invaso la Rai – pubblica e quindi di tutti – tanto da farla diventare un piccolo Minculpop.
Quello che non vi aspettate da me, però è questo: ce lo meritiamo! Quando il centro sinistra era al Governo e ne aveva avuto la possibilità, perché non è stata fatta una riforma seria che impedisse il ripetersi di questi sconci? Forse perché, troppo spesso, la visione è miope e si sceglie sempre l’uovo oggi? O perché la minoranza di turno grida sempre allo scandalo, ma quando poi ha la possibilità di fare una riforma seria che metta al riparo da questo esasperato spoil system, se ne guarda bene, avendo tanti sudditi da ricompensare con suntuose poltrone?
Il mio appello è che sarebbe ora di finirla e di mettersi in mente che serve una vera riforma che garantisca la pluralità di espressione e una comunicazione seria e competente. Soprattutto competente. Perché quello che cambia rispetto al passato è che in Rai sono passati fior di professionisti, di persone di cultura, oggi, invece, stiamo assistendo ad un decadimento che, onestamente non ci meritiamo.
Propongo una legge di iniziativa popolare che ponga fine a questo scempio.
Per finire, potevo non parlare “del Salvini?” Sembra proprio che appena lui si schiera a favore di qualcuno, lo faccia regolarmente perdere. L’ultimo esempio sono state le elezioni presidenziali in Portogallo dove, come potrete leggere in questo nostro articolo del 9/2/2026 il candidato che lui supportava, tale Andrè Ventura ha preso una sonora batosta vedendo prevalere il suo rivale Seguro, democratico e non sovranista, di oltre trenta punti. Una garanzia il sostegno di Salvini, Seguro, risponderebbe il nuovo presidente portoghese.
(11 febbraio 2026)
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