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Questo fa un governo serio parlare di un comico che ha rinunciato a Sanremo con scuse puerili

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Il nuovo caso montato dalla compagine di Governo che parla di tutto fuorché di quello che dovrebbe in un riscrittura della realtà tra il clownesco e il patetico, risuona nell’aere la difesa d’ufficio di tal Andrea Pucci, definito comico (e non stupisce) dalle battute povere che qualcuno definisce omofobe, con altri che lo definiscono fascista. Noi non lo definiamo perché di Andrea Pucci non ce ne frega niente.
Rimediando i suoi due minuti di celebrità rinunciando a Sanremo con scuse puerili che  non dicono nulla, ma fanno da grancassa al progetto neo-autoarchico salvin-meloniano, il comico ha sdegnosamente gridato il suo potente “No” alla partecipazione al festival di Carlo Conti. Ci sarà già stata la promessa di qualche show riparatore o arriverà in futuro? Non sappiamo.

Intanto tuona la propaganda meloniana contro le sinistre con Salvini che parla di “libertà” alla Salvini e “censura” senza sapere cos’è, quando dovrebbe occuparsi di treni, rimediando la stessa figura che rimedia sostenendo ovunque candidati perdenti (vedasi in Portogallo) e Meloni che, a corto di fiato, sostiene che il buon Andrea Pucci avrebbe dovuto rinunciare a Sanremo a causa di “intimidazione e odio” causato, naturalmente, dalla “deriva illiberale della sinistra”. Sinistra che ha almeno il buon gusto, qualora fosse vittima di deriva illiberale, di non lasciare manganellare gli studenti che manifestano pacificamente come successo a Pisa.

Questo fa un governo serio: difende a spada tratta un comico semi-sconosciuto che avrebbe avuto il suo momento di gloria (e lo sta avendo lo stesso: “Fama, infamia, che importa… Sarò ricordato… [cit.] con la rinuncia) invece di occuparsi di occupazione, del monte-ore di cassa integrazione in spaventoso aumento, delle bollette insostenibili per privati e imprese e dei prezzi al dettaglio che aumentano e rendono difficile fare la spesa a chi guadagna mensilmente meno di un quindicesimo di ciò che guadagna questo gente di governo. Del resto si capisce il clamore di queste destre neo-culturali a modo loro. Battute come “Le mogli sono stitiche, ma cagano il cazzo” sono francamente irrinunciabili per certa gente…

 

 

(9 febbraio 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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