Dopo avere affondato le borse, scosso i mercati, rilasciato dichiarazioni roboanti e imbastito un discorso così pieno di bugie, inesattezze e sconcezze da lasciare interdetti, il presidente americano dalla bocca larga, sembra essere rientrato nella civiltà, o in quella che riteniamo tale.
Si è ritagliato il suo spazio ad uso interno – le Midterm, se si terranno, saranno il suo cimitero di guerra – ha sbugiardato per l’ennesima volta Biden, ha parlato di elezioni truccate spiegando per bene “è chiaro che le elezioni sono truccate” (poi non chiedetevi perché sta cercando di far saltare quelle di Midterm a novembre di quest’anno) e si è infine calmato andando a colloquio con Rutte, omen nomen, che non si sa ancora cosa gli abbia detto nel colloquio privato. Trapelano voci su un possibile accordo tra Trump e Rutte – sul territorio danese! – rispetto a una presunta sovranità USA sulle basi possibili in Groenlandia. Accordi che dovrebbero già esserci.
Ecco chiusa la comica finale, in ordine di tempo, del presidente Boccalone che chissà quanto ha guadagnato dagli sconvolgimenti delle borse e con la loro ripresa, che grida più forte di quanto velocemente pensi, e che vive di fandonie, panzane e delirio di onnipotenza mettendo a repentagli la pace nel mondo e le vite altrui.
Non si può chiudere che con una storica striscia di Mafalda che riferendosi alle cose del mondo commentava “Chissà perché più hanno la mente stretta più hanno la bocca aperta”. Sia benedetto Quino.
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(22 gennaio 2026)
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