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Il 2025 anno orribile per i diritti LGBTQIA+

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di Paolo M. Minciotti
Il 2025 rischia di passare alla storia come uno degli anni più bui per i diritti delle persone LGBTQIA+ a livello globale. Lo scrive il presidente di Gaynet Rosario Coco in un articolo pubblicato sul sito ufficiale dll’organizzazione.
“Avevamo lasciato il 2024 con preoccupanti avvisaglie, dall’elezione di Trump alla propaganda anti-trans di Elon Musk e dell’estremismo globale. I fatti hanno purtroppo confermato le aspettative”.

L’articolo ricorda comel nel 2025, per la prima volta in otto anni, sia aumentato il numero di Paesi che criminalizzano l’omosessualità nel mondo: erano 62 nel maggio 2024 e oggi sonoi 65 (63 ufficialmente e 2 di fatto, secondo il database di ILGA World) in una involuzione che vede un vero e proprio “attacco sistemico ai diritti civili delle persone LGBTQIA+” che in molti casi è diventato “un attacco alla loro stessa esistenza, culturale prima ancora che legislativo” e che “si conferma come uno degli strumenti principali delle forze autoritarie globali che puntano alla regressione democratica”.

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La nuova amministrazione Trump, a partire dal gennaio 2025, “ha tagliato i fondi per la cooperazione internazionale, incluso il contributo USA al Global Equality Found, con la conseguente chiusura o drastica riduzione di centinaia di programmi gestiti dalla società civile, inclusi quelli dedicati alla prevenzione dell’HIV, al supporto alle persone LGBTQIA+ e alla documentazione delle violenze”.  Sono diverse le organizzazioni arcobaleno che hanno visto il proprio budget per il 2025 ridursi improvvisamente di misure tra il 20% e il 40% e nel frattempo avveniva la contemporanea decurtazione di fondi con “milioni di persone nel mondo si sono ritrovate da un giorno all’altro prive dei farmaci necessari per vivere con HIV“.
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I dati completi sugli effetti di queste azioni saranno visibili solo nel 2026.

In direzione opposta si pone invece l’America Latina, dove si registrano – continua l’articolo di Rosario Coco (e momentaneamente, registriamo noi, vista l’avanzata delle destre reazionarie anche in Cile e altri paesi della zona) ad avanzamenti legislativi significativi.

Cuba, ad esempio, il Parlamento ha approvato una legge che “permette alle persone trans di cambiare il genere sui documenti ufficiali senza requisiti medici o chirurgici”, segnando un passo importante verso l’autodeterminazione di genere mentre nella Repubblica Dominicana, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali le norme che criminalizzavano i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso all’interno delle forze di sicurezza, eliminando una forma di discriminazione statale.

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L’articolo – che trovate qui – fornisce un’altra serie molto interessante di dati e informazioni sulla situazione generale delle persone LGBTQIA+ e dei loro diritti.

 

 

 

 

(31 dicembre 2025)

©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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