di Marco Biondi
Le ultime elezioni regionali, al di là di eletti e trombati, ci ha insegnato anche qualcos’altro: un conto sono i sondaggi, un conto sono i voti veri; e questa è una mia convinzione da tempo.
Quando qualcuno ci chiama o ci scrive, chiedendoci cosa intendiamo votare, agisce su orientamenti generici e virtuali. Se dovessi scegliere un partito, io probabilmente sceglierei questo o quello. E qui è la teoria.
Quando poi ci sono le elezioni vere, intanto bisogna vedere che quello che era stato interpellato a votare ci va davvero o no. E, con i tempi che corrono, non è scontato per niente. E poi, soprattutto, bisogna capire per cosa si vota, perché un conto sono le politiche e un conto sono le amministrative o le regionali, dove contano anche i candidati che si presentano. Sembra scontato, ma un conto è votare un partito in un regime proporzionale, e un conto è votarlo quando è all’interno di una coalizione. Se poi, come nelle regionali, alla coalizione si associa un candidato presidente, ovviamente conta anche il gradimento verso quella persona.
Finita la dissertazione teorica, veniamo ora ai casi pratici: io partirei dalla Toscana, l’ultima elezione in ordine cronologico.
Cosa ci hanno detto i risultati? Intanto ci hanno detto che il M5S – accreditato in campo nazionale addirittura di un risultato compreso tra il 13 e il 15% – nelle ultime votazioni ha ottenuto tra il 4,3% della Toscana al 6,4% della Calabria, ben poca cosa se pensate che, in base ai sondaggi, è considerato partner strategico per l’alleanza del “campo largo” di centro sinistra. Risultato che dovrebbe fare riflettere, e non poco.
È vero che, parlando di Calabria, Tridico, candidato proprio dei 5 Stelle, ha ottenuto un suo 7,6% personale, ma forse grazie a dei candidati legati alla persona e non al partito. Questi voti alle politiche sarebbero andati al M5S? Non è detto.
Di sicuro gli elettori toscani hanno dimostrato di non avere minimamente fiducia del M5S come partito di governo in una coalizione di centro-sinistra. E se questo risultato emerge in una regione dove quella coalizione ha vinto, credo che in preparazione per le prossime elezioni politiche la cosa meriterebbe una grande considerazione.
Sempre rimanendo nel “campo largo”, il toscanissimo Renzi ha cercato di intestarsi quasi tutto l’8,9% ottenuto in quella regione. È vero che in Toscana si sono presentati – e sono stati eletti – i suoi “pezzi da 90”, ma non dimentichiamo che nella stessa lista c’erano +Europa – che un 2% più o meno lo porta sempre a casa – e candidati legati a Giani, non così forti, ma pur sempre attrattivi per gli elettori che evidentemente gli hanno dato credito per la passata consigliatura.
Però Renzi, politico vero, è ovvio che cerca di intestarselo tutto o quasi, anche per convincere il PD dell’importanza di avere una “gamba moderata” in coalizione. Se la sta giocando, e bene. Il suo obiettivo è chiaramente quello, in caso di vittoria alle prossime politiche, di avere la sua Italia Viva, o casa Riformista come la si vuole chiamare, in posti non irrilevanti di Governo. Dopo che tutti ne hanno decretato la fine politica da dieci anni a questa parte, assomiglierebbe ad una risurrezione per la quale, nel caso, bisognerebbe riconoscergli capacità politiche fuori dal normale.
Sembrerebbe comunque che al PD, in queste regioni a forte connotazione progressista, conviene molto di più presentarsi in coalizione con i moderati renziani che non con gli “estremisti” cinquestelle. Il dubbio che resta e che Elly Schlein dovrà cercare di dirimere è: si prendono più voti essendo alleati con Conte o avendolo come avversario? Perché il dubbio a me viene.
Ricordiamoci poi che Conte ha posizioni politiche, sia in politica estera che in politica economica, in netto contrasto con quelle del PD. Se all’estero ha posizioni filo-putiniani e “pacifiste col deretano degli ucraini” e in politica economica è favorevole all’assistenzialismo e al RDC, piuttosto che al rafforzamento dell’economia reale, quanto possono fare paura le sue posizioni agli elettori moderati?
Dopo aver fatto tanto il serio, ora mi voglio divertire e parlarvi del Salvini e della Lega.
La Lega Salviniana da mesi oscilla attorno al 9% nei sondaggi, zero virgola più o meno, e combatte una sfida tutta interna al centro-destra con Forza Italia. Oggi avanti uno, domani avanti un altro. Ma sempre testa a testa, senza mai accumulare distacchi degni di nota.
Quando però si vanno a contare i voti, ci si accorge di quanto Salvini stia facendo male al suo stesso partito. Ben inteso, non me ne lamento, anzi, da questo punto di vista, meno male che Salvini c’è; in Toscana la Lega ha chiuso al 4,4% – con Forza Italia al 6,2% – e si è finalmente svelato “l’effetto Vannacci”.
La Lega è una e trina. Il capobanda Salvini somiglia sempre più al “punching ball” del pugile, quello che più lo picchi e più ti torna indietro. Spara le sue salvinate quotidiane, ma in questo modo continua a far parlare di sé (non bene, ma ne parlano). Al suo fianco ha le altre due “anime” della Lega: quella “di Governo”, con persone quantomeno serie e presentabili, tipo Giorgetti e Zaia, che dimostrano di saper fare ma, forse proprio per questo, non vengono minimamente valorizzate. Un qualsiasi altro capo-partito, direbbe «votate noi che abbiamo gente brava, come tizio o caio» mentre lui è l’unico che riesce a non farlo per non perdere visibilità su sé stesso.
Alla sua destra, invece, uno che potrebbe essere ancora peggio di lui, uno, “il Vannacci” che non esita a proclamarsi “fascista” e che, per non lasciare dubbi, continua a dire, appunto, “cose fasciste”. In Toscana gli è stato dato spazio, le candidature sono state scelte appunto sul “Vannacci pensiero” e il risultato si è visto in tutto il suo splendore. Quel 4,4% ci inorgoglisce non poco. I toscani mica sono “grulli”.
Ora restiamo in fiduciosa attesa di cosa accadrà in Veneto. Se Salvini riuscirà ad oscurare Zaia – come sembra intenzionato a fare – potremmo forse azzardare che, chissà, sotto sotto, lui è del PD, segretamente innamorato di Elly Schlein. Purché perda, a me andrebbe bene anche così.
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(17 ottobre 2025)
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