Sull’accordo venduto come anti-migranti che ha portato fuori dall’Italia fino ad ora il numero esorbitante di 9 persone, frutto della nuova collaborazione interna al Regno d’Italia e d’Albania che Meloni, investita del titolo di Regina d’Europa da Italo Bocchino, ma nei fatti molto lontana dal regnare, la Cassazione ha ridetto la sua e ha pensato bene di rimettere in dubbio tutta la faccenda-hotspot di Gjader, e rimandano la questione alla Corte di giustizia europea (ricorda Repubblica la sentenza 17150 dello scorso 8 maggio che andava in senso contrario).
È la prima volta che viene chiesto a quelle toghe di verificare la compatibilità di un sistema di asilo extraterritoriale con il diritto dell’Unione.
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La Corte suprema italiana non è dunque convinta (non è più convinta) che tutta l’operazione Albania, con il suo spreco di soldi pubblici per pura propaganda (non lo dice la Corte, lo pensiamo noi) equiparazione del polo di Gjader ai nostri Centri di permanenza per i rimpatri, tra le altre cose, possa essere compatibile con le norme e le tutele dei diritti fondamentali che si è data l’Europa.
Nei prossimi giorni saranno rese note le motivazioni. Nel frattempo su Gjader tutto tace, e nemmeno dei cani adottati mentre l’enorme flusso di migranti illegali pericolosi per l’Italia – in tutto nove – si hanno più notizie. Un altro trionfo della propaganda di Meloni e dei lacché televisivi.
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(30 maggio 2025)
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