di Effegi
Durante una recente puntata di Otto e mezzo su La7, Massimo Cacciari ha avuto un acceso confronto sulla questione del Manifesto di Ventotene e sulla polemica nata attorno alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quest’ultima ha espresso riserve sull’eredità politica del manifesto, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il confino fascista, che è considerato un testo fondativo del federalismo europeo.
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Cacciari ha attaccato duramente l’opposizione di centrosinistra, accusandola di strumentalizzare il dibattito su Ventotene invece di occuparsi dei problemi reali dell’Europa di oggi. Secondo il filosofo, è del tutto normale che Meloni, con il suo approccio sovranista, non si riconosca in un documento che promuove l’abolizione degli Stati nazionali e la creazione di un’Europa federale. Con il suo solito tono provocatorio, Cacciari ha dichiarato: “Ma che balle raccontiamo?”, sottolineando come il dibattito fosse più ideologico che concreto. Ha invitato i progressisti a focalizzarsi sulle sfide attuali dell’Unione Europea, come la governance economica, le politiche migratorie e il ruolo dell’Europa nel contesto geopolitico globale, piuttosto che su un testo storico che, a suo dire, non ha più un impatto diretto sulle dinamiche politiche contemporanee.
Il suo intervento ha suscitato, al solito, reazioni contrastanti: da un lato, ha messo in difficoltà chi difende il Manifesto come base imprescindibile per l’idea di Europa unita; dall’altro, ha dato voce a chi ritiene che il dibattito su Ventotene sia ormai superato rispetto alle sfide attuali dell’UE.
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(23 marzo 2025)
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